ANNO 9 n° 343
''Da oggi inizia la nostra resistenza all'interno del Pd''
L'area popolare non parteciperà al congresso provinciale. E nasce ''Iniziativa democratica: una politica del bene comune''
16/11/2019 - 17:52

VITERBO - (s.l.) -  ''Da oggi inizia la nostra resistenza''. Con queste parole Luisa Ciambella ha annunciato stamani in una conferenza che l’area popolare del Pd non parteciperà al congresso provinciale del partito per la nomina del nuovo segretario (Manuela Benedetti unica candidata). ''E’ stata una decisione sofferta – ha spiegato il capogruppo a Palazzo dei Priori attaccando direttamente l'area panunziana -. Ma alla luce della completa divergenza con l’attuale linea politica locale, non si poteva adottare una posizione diversa. In questi mesi abbiamo assistito a scelte incomprensibili, spesso in accordo con la destra. L’iscrizione invece è confermata''.

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I motivi di questa svolta sono stati sintetizzati in una piattaforma chiamata Iniziativa democratica, ''il cui manifesto ci guiderà nella nostra battaglia per la difesa del bene comune''. Un documento che si articola nei seguenti punti: acqua pubblica, diritto ai trasporti, trasparenza nella sanità, ambiente e difesa della salute dei cittadini.

In sala da Schenardi c’erano il giovane consigliere comunale a Civita Castellana Simone Brunelli, il presidente della fondazione Aldo Moro, Fabbrini. E ancora: Daniela Bizzarri, Tiziana Lagrimino e Aldo Bellocchio e tanti altri.

A parlare anche Giuseppe Fioroni: ''L’alternanza destra-sinistra è una questione di valori, progetti, comportamenti e testimonianze. Con la destra si può solo gestire il potere, ma gestire il potere significa dire ai cittadini che la politica è un club dove ci si spartiscono le cose e che siamo tutti uguali. E non è così. Auguriamo a chi va congresso di farlo nel migliore dei modi. Noi stiamo nel Partito democratico, ma abbiamo scelto consapevolmente di non partecipare. Se la loro ossessione è quella di governare il partito, oggi hanno l’occasione di governarlo tutto. Ma non si scelgano le scorciatoie. La politica è fatica, compartecipazione, capacità di fare sintesi. Se il nuovo segretario non lo farà allora resterà il segretario di mezzo Pd''. Fioroni parla di un ''gesto d’amore'' quando si riferisce alla decisione di restare all’interno del partito, mentre in molti hanno già preso la via di uscita, verso Italia Viva di Matteo Renzi. ''Noi questo atto di amore lo facciamo, ora sta agli altri. ''Sin dalla nascita del Partito democratico – ha concluso Fioroni – mi hanno dato spesso con la valigia in mano, ma io sono rimasto sempre, invece se ne sono andati un quarto di quelli che erano sinistra e quasi tutta quelli della Margherita''.






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