ANNO 8 n° 266
Da centrale elettrica a porto turistico, ''Siamo ottimisti ma scettici''
Il sindaco Caci commenta il progetto dello studio Amati: ''Ancora molto da fare''
15/08/2018 - 07:35

MONTALTO DI CASTRO – Addio alla centrale Alessandro Volta. Arriva un porto turistico con alberghi, wellness village, centri commerciali, campi da golf e una fattoria sociale. Arriva ''Marina della Tuscia'', l’ambizioso progetto di riqualifica del litorale di Montalto a firma dello studio romano di architetti Amati. Arriva. O meglio dovrebbe arrivare.

''Sono buoni segnali per il territorio. Siamo ottimisti, ma scettici. Se questi annunci non vengono, poi, supportati da atti concreti, rimangono sterili. Fine a se stessi''.

All’indomani della scelta del progetto da 200 milioni di euro per la riqualifica dell’ex centrale Alessandro Volta, il sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci, sembra voler aggiustare il tiro.

''Ad oggi, a parte la scelta, non mi pare ci siano grosse novità rispetto al 2016, quando Enel lanciò un ''Concorso di progetti'' per l'acquisizione e riqualificazione della centrale – spiega – sono contento che ci sia così tanto entusiasmo e io sono il primo a gioire di una scelta del genere: trasformare la centrale in un polo turistico, che possa dare lustro alla città, è sempre stato il mio sogno''.

Ma c’è un però. E non di poco conto. ''La centrale è formata da tre aree più piccole, tra cui quella degli otto turbogas che so essere ancora allacciati al sistema di fornitura elettrica nazionale. E lo saranno ancora a lungo se chi di dovere non ha presentato domanda di distacco''. Un aspetto affatto trascurabile, che potrebbe trasformarsi nell’ennesimo ostacolo alla realizzazione del polo. Ecco perché il primo cittadino, nonostante l’ottimismo, sembra volerci andare con i piedi di piombo.

''Andiamo avanti e vedremo quello che accadrà. Di certo mi aspetto che entro settembre il general manager di Enel, Francesco Starace, mandi un cronoprogramma che dia l’effettivo prospetto dei tempi, dei lavori e della realizzazione dell'area multifunzionale''.

Una realizzazione che non avverrà, comunque, attraverso una demolizione drastica e senza criterio della centrale. Ma, piuttosto, attraverso una riqualificazione del sito che lascerà invariati i tratti distintivi della centrale Volta: la lunga ciminiera a strisce rosse e bianche, che da tempo troneggia lungo la costa, punta a divenire l’icona del polo turistico. Il sarcofago, nato per ospitare il reattore nucleare, diverrà il cuore pulsante del centro. Con attività ricettive, quali alberghi e bed&breakfast, e attività commerciali. E il canale di presa a mare, cantiere navale per la riparazione delle imbarcazioni.

''La demolizione sarà quindi concentrata sulle sole strutture che non potranno avere nuove funzioni in futuro – fanno sapere dalla società Enel, che nelle prime fasi della realizzazione avrà un ruolo attivissimo - Il nuovo contesto paesaggistico potrà beneficiare della riduzione di volumi edificati e di un nuovo specchio d'acqua – il futuro porto – che si estenderà per circa 40 ettari, a partire dal canale di presa a mare già esistente''. 

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