ANNO 10 n° 48
Curarsi online? È possibile, ma con le dovute precauzioni
14/02/2020 - 10:59

 

Due italiani su tre cercano su Google la causa dei propri sintomi

Il web è ormai entrato a tutti gli effetti nelle case degli italiani e questo ha segnato una rivoluzione non indifferente anche sul modo in cui oggi cerchiamo le notizie. Che si tratti di consultare i fatti del giorno o conoscere le previsioni di domani, Google rimane una risorsa. Non poche polemiche vengono spesso avanzate quando si parla, però, della tendenza degli italiani a cercare online informazioni che riguardano il proprio stato di salute.

Tale inclinazione è confermata dai dati forniti da Iqvia, la multinazionale specializzata nel settore medico. Secondo quest’ultima sarebbero due su tre gli italiani propensi a ricercare in rete la causa dei propri malanni. Rimane importante la figura del medico, ma vi è d’altra parte una maggiore attitudine ad approfondire autonomamente.

Di certo non è mai consigliabile fare autodiagnosi riferendosi a recensioni di altre persone. Allo stesso modo credere di aver scoperto la causa dei propri sintomi leggendo qualche articolo qui e lì è una leggerezza che, a lungo andare, potrebbe costare cara. Ogni diagnosi deve essere opportunamente definita da un medico che, grazie alle sue competenze, sarà anche in grado di proporci una terapia adeguata.

Questo non significa, però, che anche il web non possa fornire il suo contributo in termini di conoscenze. In primis ciò è vero perché online si possono reperire facilmente anche i contatti di medici specializzati in malattie rare.

In secondo luogo, quando il medico ha emesso la diagnosi è possibile documentarsi in rete o anche cercare gruppi sui social che trattano l’argomento. Intrecciare contatti con persone che hanno la stessa patologia, si rivela per i pazienti una pratica spesso proficua. Senza contare che sempre di più sono i professionisti che, oltre ad offrire i loro servizi online, si adoperano sul fronte dell’informazione anche con carattere divulgativo.

Ciò vuol dire che, se ci si ritrova improvvisamente dinanzi ad un sintomo che desta preoccupazione, si può in prima istanza approfondire su siti specializzati. Se, ad esempio, vi è la comparsa di sangue nelle feci, effettuando una ricerca su un portale specializzato potremmo avere una panoramica generale sulle possibili cause. D’altra parte potrebbe esserci anche la spiegazione dettagliata degli esami da eseguire per favorire la giusta diagnosi.

Insomma, demonizzare il mondo virtuale perché spesso raccoglitore di fake news è un errore, soprattutto se si è predisposti a verificare anzitempo la credibilità del sito e delle informazioni rilasciate.







Facebook Twitter Rss