ANNO 7 n° 348
Corse cancellate e pendolari non avvisati: multa di 3,6 milioni
L'Antitrust sanzione l'Atac
11/08/2017 - 15:47

VITERBO – Corse cancellate e pendolari non avvisati. Ecco che l’Atac, l’azienda di trasporti della Capitale che gestisce anche la tratta ferroviaria Roma-Viterbo, pagherà pegno. L’Antitrust ha deciso per essa una maximulta da 3 milioni e 600 mila euro che andrà ad aggravare una situazione economica già disastrata per l’azienda che si trova sull’orlo del crac finanziario.

L’autorità garante della concorrenza e del mercato teneva infatti da tempo sotto controllo l’Atac tanto da riscontrare, dal 2010 ad oggi, una pratica scorretta nell’offerta del servizio del trasporto ferroviario, compresa la linea FL3.

L’azienda capitolina male informava i suoi utenti facendo mostra nelle stazioni e nei siti internet di orari e corse frequenti, ma che in verità non esistevano. Una beffa per i pendolari viterbesi e romani che invece, dovevano combattere ogni giorno con 'la sistematica e persistente soppressione di molte corse programmate – come spiega l’Antitrust -, nonché con la omessa informazione preventiva ai consumatori in merito alle soppressioni previste'.

I pendolari venivano così 'ingannati' a comprare il biglietto dagli orari e dalle linee offerte. Ma una volta sulla banchina quel treno, la maggior parte delle volte e senza che nessuno ne fosse a conoscenza, non passava mai.

La maximulta si riferisce in particolare al servizio, 'in regime di esclusiva dell’Atac lungo le direttrici Roma-Lido di Ostia, Roma-Civita Castellana-Viterbo, tra le due più importanti tratte pendolari italiane, e Roma Giardinetti-Pantano. Complessivamente – continua il garante della concorrenza - un'area di circa 140 km in cui si muovono quotidianamente oltre 200mila utenti''.

''Nel corso del procedimento sono emerse la persistenza e la significatività del fenomeno relativo alla mancata effettuazione di molte corse programmate, dal 2010 ad oggi, che nella maggior parte del periodo ha raggiunto un'incidenza ben superiore a quella considerata fisiologica - denuncia l'Antitrust -. Le evidenze dimostrano che tali soppressioni sono dipese in larga misura da motivi riconducibili a dirette responsabilità di Atac che, in tal modo, ha falsato le aspettative degli utenti/consumatori e le loro decisioni relative alla mobilità quotidiana, in particolare di tipo pendolare, basate sugli orari e le frequenze del servizio atteso da Atac secondo appunto quanto indicato nell'Orario Ufficiale''.







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