ANNO 9 n° 169
Contachilometri taroccati ed evasione su auto di lusso
Operazione ''Cars lifting'', diciotto persone truffate nella Tuscia per 764.000 euro
22/03/2019 - 02:30

di Antimo Verde

VITERBO -  False immatricolazioni, contachilometri taroccati ed evasione su auto di lusso, nella Tuscia truffate 18 persone per 764.300 euro. È quello che emerge dall'operazione ''Cars lifting'' condotta nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Pordenone che ha portato al fermo di cinque persone e all'iscrizione nel registro degli indagati di 18 soggetti accusati di aver messo in piedi un vero e proprio sodalizio criminale operante in tutta Italia nella vendita online di autoveicoli di pregio di marca tedesca, attraverso delle società con sedi legali fittizie a Roma e Palermo.

Le indagini dei militari, durate quasi due anni, hanno portato alla scoperta di una maxi evasione fiscale di 30.572.000 euro, che avveniva attraverso società ''schermo'' intestate a prestanomi, e introiti illeciti pari a 2.150.000 euro, frutto dei versamenti di ignari clienti che acquistavano autoveicoli che non gli venivano però mai consegnati. In aggiunta, le auto commercializzate ''risultavano sistematicamente subire una riduzione del chilometraggio – dal 50% al 70% di quello reale – agendo sul software e sulle centraline elettroniche dei mezzi'', scrivono in una nota le Fiamme Gialle.

''Grazie ad alcune agenzie di pratiche automobilistiche colluse – proseguono i militari – l'organizzazione riusciva, in alcuni uffici della Motorizzazione civile, a sottrarsi alle disposizioni di legge antievasione che non consentono l'immatricolazione di veicoli usati di provenienza comunitaria senza il preventivo assolvimento degli obblighi di versamento dell'Iva. Le immatricolazioni venivano effettuate con modalità truffaldine, mediante la presentazione di documentazione ideologicamente falsa e producendo una firma contraffatta degli ignari acquirenti''.

Sono in totale 835 i clienti che sono stati truffati in tutta Italia: 18, come detto, quelli residenti nella provincia di Viterbo. Il giudice delle indagini preliminari di Udine ha emesso il provvedimento di arresto per i tre soggetti ai vertici dell'organizzazione – residenti ad Anzio, Nettuno e Pordenone – e l'obbligo di dimora per i due principali gregari. Il gip, inoltre, ha disposto il sequestro preventivo tra beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie di  5.168.000 euro.






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