ANNO 7 n° 143
''Con gente così scordiamoci i playoff''
Furioso il presidente Camilli dopo il ko col Pro Piacenza. Attacca giocatori collaboratori e dirigenti: ''Sono mosci, non uno staff per vincere il campionato''
12/03/2017 - 02:01

di Stefano Renzo

VITERBO – E’ un fiume in piena, Piero Camilli nel dopo partita di oggi. Ai microfoni di Diretta Sport si scaglia contro la squadra che – e questa è la prima novita’ – si allenerà anche domani domenica, senza usufruire del giorno di riposo – e lo farà per tutta la settimana senza soluzione di continuità, in vista della trasferta di sabato a Livorno. ''Ho dato appuntamento a tutti per le ore 14,30 al campo. E ci sarò anche io''.

Dopo un lungo viso a viso all’interno degli spogliatoi con i giocatori ed una riunione con lo staff tecnico, il patron gialloblu ha lasciato scuro in volto lo stadio all’esterno del quale stazionava un gruppetto di tifosi della Curva Nord che chiedevano di incontrare i giocatori. Una delegazione lo ha poi fatto parlando con alcuni di loro, tra cui anche Cuffa, ed il chiarimento sembra ci sia stato. ''Ed hanno ragione i tifosi – ha tuonato Piero Camilli – quando dicono che la squadra oggi ha dato a vedere di non avere gli attributi, di mancare dello spirito di appartenenza. Capisco i tifosi che sono arrabbiati come lo sono io che ho avuto l’opportunità di dirglielo in faccia a questi signorini con i quali non è possibile fare programmi di un certo livello. Sapete cosa vi dico? Che di questi, il prossimo anno non rimarrà nessuno''.

''Diciamola tutta – ha continuato Camilli senza prendere fiato – siamo anche sfortunati, con infortuni in serie e tutti pesanti che ci hanno tolto uomini chiave. Gente come Jefferson, Sforzini, Cenciarelli, Scardala ed oggi anche Cuffa, non la puoi concedere a qualsiasi avversario. Però questo non può e non deve essere un alibi per coloro che vanno in campo e che dovrebbero giocare con convinzione e cattiveria, non facendo il passaggio indietro al portiere, né disputare una partita senza prendere neanche una ammonizione. No, con questa gente, mettiamo da parte i play off e pensiamo a salvarci e se c’è qualcuno che si è montato la testa è bene che se la smonti subito''.

Tra quelli che il patron mette sotto accusa questa volta non c’è l’allenatore. Giovanni Cornacchini sembra insomma che possa stare tranquillo. Almeno per oggi. ''Mica gioca lui – dice Camilli riferito al tecnico – che volete che faccia se non preparare la partita nel migliore dei modi. Se il giocatore passa la palla al suo portiere o inciampa sul pallone nel momento di fare gol, che colpe ha l’allenatore? Potrebbe sbatterlo subito fuori, ma in questo momento non può fare neanche questo, gli mancano cinque giocatori fondamentali, per valore tecnico ed anche per carattere''.

Poi ce ne è anche per i giornalisti e pure per i suoi dirigenti e collaboratori ''Sono mosci, non è uno staff per vincere il campionato''. Ma il bersaglio grosso sono e rimangono i giocatori, è la squadra che in otto giorni lo ha deluso tremendamente. ''Abbiamo preso sei gol in due partite, sei gol tutti praticamente incassati per colpe ed errori nostri. Giocano tic toc come in serie A, ma qui sono alla Viterbese, in serie C, dove non ti consentono di fare il tocchetto o il colpo di tacco. Qui ci vuole grinta e muso duro, noi invece ci facciamo menare. Non è la strada questa per andare in paradiso''.


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