ANNO 9 n° 325
Comune di Viterbo: promesse, promesse, ma fatti?
di Stefano Marini Balestra
17/10/2019 - 00:59

VITERBO - Del Conte di Carmagnola, Alessandro Manzoni scrisse: ''I fatti seguivano le parole''. Allora, la consigliatura comunale Arena non è il Conte di Carmagnola!

La campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Viterbo nella primavera del 2018 fu da parte del centro-destra unito tutta incentrata sul rinnovamento. Tutte le rappresentanze politiche candidate alla vittoria promisero che nella loro amministrazione sarebbe avvenuto un deciso cambio di rotta,anzi indispensabile, dopo le misere performances amministrative della uscente consigliatura a guida Michelini.

I reboanti comizi in città per catturare Il voto dei viterbesi furono pieni di promesse, in particolare, un deciso cambiamento della politica amministrativa della città.

Prima promessa: la riqualificazione del centro storico, a seguire, la sistemazione delle frazioni, quindi poi interventi massicci sull’offerta turistica e termale, sulla viabilità interna ed esterna alle mura, nonché pressioni presso la Regione ed il Governo nazionale per il completamento,almeno, della Superstrada.

Ma l’Oscar delle promesse disattese qual è? A distanza di un anno e mezzo di governo cittadino, tutto è rimasto come prima, anche se non peggio proprio in proposito di centro-storico di Viterbo.

Per pudore dei nostri attuali amministratori non vado a sfogliare il volantino elettorale da essi, allora candidati, fu stampato e diffuso.

Di tutte le promesse nemmeno il 10 % è stato fatto.

Sino adesso abbiamo registrato in Consiglio comunale baruffe che, in un mio scritto descrissi come ''baruffe chiozote'', cioè vane.

Si sa. Le promesse in campagna elettorale valgono meno delle famose promesse da marinaio, perché una volta al governo si scopre che la realtà è diversa e ciò è ben noto per qualunque elettore che si accinge a dare una preferenza elettorale. Egli sa che molto del programma elettorale resterà solo stampato sui ''santini''

Ma tant’è. Si vive pure di illusioni e speranze.

All’attuale amministrazione del Comune di Viterbo va l’Oscar della ''bugia'', perché nessuna, ripeto nessuna, promessa, anche la più semplice da realizzare è stata mantenuta.

Si promise che la politica cittadina sarebbe cambiata, mentre invece si assiste altro, giorno dopo giorno, che a giochi politici, intrighi di palazzo e cambi di casacca (due addirittura dopo due mesi dall’insediamento del Consiglio), insieme a ripicche, gelosie e quanto di peggio possa disonorare la vera politica sia patrimonio dell’attuale consigliatura Arena.

I problemi cittadini non sono stati risolti se non nella parziale riasfaltatura di strade ridotte a colabrodo per le buche pari quelle ''storiche'' di Roma. Ringraziamo l’assessore alle Opere pubbliche Allegrini che con caparbietà e nelle ristrettezze del bilancio sta riuscendo a rimettere un po’ d’asfalto, ma di progettazione opere pubbliche, né puzza né odore.

La rotonda e l’allargamento della Cassia nord, i cui lavori stentano, non sembrano risolvere i problemi di traffico di quel quadrante, ma solo agevolare la costruzione di un mastodontico capannone ad uso commerciale (un altro!); poi, lo sfondamento del Poggino verso la Cassia, una chimera. Eppure vi sarebbero stati fondi regionali per farlo.

La viabilità interna alla città non ha trovato soluzioni diverse a quelle scellerate delle passate amministrazioni solo accecate dalle pruderie eociologiche contro l’uso dei veicoli a motore. Per esempio, nessuno dei componenti delle commissioni comunali e neanche un semplice consigliere comunale ha fatto proposte diverse dalla chiusura al traffico di via San Lorenzo che ha determinato la chiusura di diecine di piccoli negozi e botteghe artigiane e comunque costretto gli automobilisti ad effettuare ''giri dell’oca'' (quindi incrementando l’inquinamento) in uscita da Viterbo verso Porta San Pietro.

Non parliano poi della questione del Bullicame a secco!

Un monumento della natura che lasciò esterrefatto anche Dante, reso inutile alla visita turistica e scientifica per il ''furto'' d’acqua termale perpetrato anni addietro.

L’attuale sindaco, come il precedente, non provvede come previsto a dare seguito a interventi giudiziari. Non si sa perché.

Le terme ex Inps, proprietà comunale stanno in abbandono e sugli interventi per la riqualificazione solo chiacchiere. Nel frattempo è caduto sul territorio comunale un vincolo di ben 1600 ha sul territorio comunale e non appare che ad esso il Consiglio comunale abbia preso posizione univoca su ricorsi amministrativi.

Ma soprattutto, sono proprio le proposte per il centro-storico che latitano.

Proprio quelle che forse avevano invitato tanti cittadini per dare la preferenza elettorale ai promotori.

Vediamo da anni chiuso da anni il teatro comunale Genio. Nessuno ci pensa. Chiuso da anni anche il cinema Metropolitan, la cui area potrebbe riqualificarsi, ma nessuno ci pensa. Chiuso ed abbandonato l’ex ospedale, idem. Nel frattempo hanno chiuso i negozi e le botteghe artigiane del centro. Via Saffi, una volta il secondo corso di Viterbo, è un mortorio. Solo vetrine buie ed imbrattate di avvisi ''vendesi'', ''affittasi''.

Il centro-storico, salotto della città, in questi ultimi tempi balzato alla cronaca solo per i fatti di cronaca nera che qui si sono consumati, viepiù trasformato in ore notturne in terreno di scontri tra bande di stranieri o di sguaiatezze varie, non sempre goliardiche, che hanno reso impossibile la vita dei cittadini residenti costretti ad andare ad abitare altrove. Si, proprio nei palazzoni di recente costruzione, anonimi, senza anima.

Un centrostorico, abitato solo dal 10% della popolazione comunale di oltre 63.000 residenti, rappresenta il fallimento di ogni politica abitativa e turistica.

Ma il Comune che fa per risolvere il problema ? Per adesso nulla.

Quella della riqualificazione del centrostorico, di sicuro è stata la maggiore promessa non mantenuta. Una delle tante.

Aspettiamo un colpo d’ala dal Consiglio comunale straordinario convocato sul tema giovedi prossimo 17 ottobre alle 15,30.

Ma non ci facciamo illusioni. Sentiremo solo chiacchere.

Di buone intenzioni è anche lastricata la via dell’inferno.






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