ANNO 7 n° 87
Coldiretti lancia la legge sull'agricoltura sociale
Venerdì prossimo sarà presentata la proposta in consiglio regionale
18/01/2017 - 11:17

VITERBO – Il prossimo venerdì mattina la Uecoop – associazione delle cooperative aderenti alla Coldiretti – presenta la proposta di legge regionale sull'agricoltura sociale. La presentazione si terrà a Roma, nella sala Mechelli del Consiglio Regionale del Lazio, alla presenza del presidente Daniele Leodori e del vicepresidente Mario Ciarla. Previsti gli interventi dell'avvocato Gianfranco Calabria, del professore Saverio Senni dell'Università della Tuscia e del nutrizionista Carlo Iacovissi.

Concluderà i lavori l'assessore regionale all'agricoltura, Carlo Hausmann. Quella sociale è la più innovativa tra le declinazioni della multifunzionalità dell'agricoltura perché punta a favorire l'inserimento nel ciclo lavorativo dei soggetti svantaggiati a rischio emarginazione come i diversamente abili, ex carcerati, profughi ed ex tossicodipendenti, a incentivare i progetti educativi come le fattorie didattiche, a potenziare il welfare con la attivazione di agri-nido e agri-asilo. ''È la nuova frontiera dell'agricoltura – spiega Aldo Mattia nella sua doppia veste di direttore regionale della Coldiretti e presidente di Uecoop Lazio – e la nostra Regione, dotandosi di una propria legge di settore, potrà rivendicare il merito di essere tra le prime a sostenere la diffusione e il radicamento di tali tipologie di attività agricole di straordinaria valenza sociale''.

La proposta di legge delinea gli ambiti di applicazione nei quali rientrano, oltre al recupero delle persone a rischio di esclusione sociale, anche attività e prestazioni sociali e di servizio per le comunità locali, servizi terapeutici attraverso l'impiego di animali e la coltivazione delle piante e iniziative di educazione ambientale e di salvaguardia della biodiversità animale. Le aziende agricole che introducono e sviluppano questi innovativi servizi possono accedere, tramite specifiche misure del Piano di sviluppo rurale, ai contributi comunitari. Ma non solo. Le istituzioni pubbliche ed i comuni che gestiscono mense scolastiche o servizi di refezione possono inserire, come criteri di priorità per la selezione dei fornitori, la provenienza ''sociale'' dei prodotti agroalimentari.







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