ANNO 9 n° 77
Cocaina, hashish e marijuana a chili, condanne per oltre 20 anni di carcere
I due giovani imprenditori viterbesi erano finiti in manette a maggio,
la droga era nascosta e smistata in un casolare di campagna
10/01/2019 - 20:55

VITERBO – (b.b.) Sette chili di droga in un casolare nelle campagne viterbesi, condannati a 10 anni e 8 mesi di carcere e 100mila euro di multa Camillo Lamanda e Maurizio Casarelli.

A distanza di poco più di due mesi dalla prima, esemplare condanna a 6 anni a carico di Federico Morucci, oggi pomeriggio, dopo oltre quattro ore di camera di consiglio, è arrivata la nuova decisione del giudice Roberto Colonnello: 10 anni e 8 mesi di carcere a Lamanda e altrettanti a Casarelli, che si vanno ad aggiungere alla maximulta e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

I due giovani imprenditori viterbesi, classi 1986 e 1985, finirono in manette lo scorso maggio, dopo pochi mesi dall’arresto del loro presunto complice: sui due, così come sul 30enne già condannato, le accuse di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Da allora reclusi all’interno del penitenziario di Mammagialla, sarebbero tornati a casa un paio di mesi fa. A firmare il parere favorevole per gli arresti domiciliari il pubblico ministero Franco Pacifici, nonostante il tribunale del Riesame di Roma avesse confermato per entrambi la necessità della custodia in carcere.

''Non siamo qui per punire e privare della libertà tre giovani a cuor leggero - aveva sottolineato il sostituto procuratore all’indomani della decisione del tribunale romano – ma dobbiamo salvaguardare la società in cui viviamo e far capire che non si può vivere nell’illegalità. Ci costa molto, ma dovranno rimanere in carcere finché non capiranno e ammetteranno di aver sbagliato''.

Un’ammissione che sarebbe arrivata proprio questo pomeriggio di fronte al giudice Roberto Colonnello: in aula, i due si sarebbero detti pentiti e profondamente dispiaciuti per quanto accaduto.

All’interno del casolare abbandonato, la polizia trovò circa 10 chili di sostanze, tra stupefacenti e da taglio, che avrebbero fruttato sul mercato dello spaccio oltre centomila euro di facili guadagni.

27720 le dosi totali tra hashish e marijuana e 1287 le dosi di cocaina ricavabili: numeri da capogiro che il pubblico ministero Franco Pacifici, all’indomani degli arresti, non esitò a definire ''preoccupanti'', data anche la giovane età dei soggetti.






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