ANNO 7 n° 322
Civita di Bagnoregio sul New York Times
Per il quotidiano statunitense la ''città che muore'' è come un set della Disney
13/09/2017 - 07:30

BAGNOREGIO – Civita di Bagnoregio sbarca in America e va dritta dritta al cuore della Grande Mela. Il famoso e unico borgo della Tuscia, abitato da soli 7 residenti, è balzato alle cronache di una delle metropoli più belle del mondo grazie ad un reportage del ''New York Times''. L’articolo, dedicato alla ''città che muore'' e che porta la firma della giornalista Deborah Needleman, è stato pubblicato sulle pagine del maggiore quotidiano statunitense, la più antica e tra le più autorevoli testate americane.

''Civita is real without being actual, if that makes any sense''. Il ''New York Times'' è stregato dalla bellezza di un borgo, di cui ne ricostruisce la storia, che si erge nel nulla eppure è a pochi passi da Roma e Firenze. Un piccolissimo paesino che ''è reale pur non essendo attuale'' perché tra le sue stradine non si possono incontrare scuole, ospedali, farmacie ''non of the necessities that somehow to make a place a place'', ovvero all’interno del borgo non c’è nessuna infrastruttura necessaria ''a fare di un posto un posto'', come scrive l’inviata del N. Y. Times.

Eppure, nonostante la mancanza di servizi e abitanti, il famoso quotidiano statunitense riconosce che Civita di Bagnoregio ''may represent the essence of Italian history and the contry’s artisanal tradition''. Ossia la ''città che muore'' per i newyorchesi è l’anima dell’Italia, della sua storia e delle tradizioni artigianali.

Il borgo della Tuscia, oramai solamente meta turistica, è calcata ogni giorno da numerosi visitatori che, dal punto di vista del ''New York Times'', fanno sembrare Civita di Bagnoregio un set cinematografico: ''I selfie sticks che si muovono nell’aria come fossero antenne danno al luogo l’aria sfortunata di un set alla Disney – si legge nel reportage -. È una città medievale così tanto pulita e storicamente accurata da sembrare una ricostruzione scenografica realizzata dalla Universal Studios. Non c’è niente che possa disturbare o sconvlgere il set, nessuna pizzeria, niente Sturbucks e nemmeno le automobili. E quando ci si inizia a chiedere che razza di città sia una in cui non si possono trovare bambini, famiglie, banche o uffici, il sole inizia a tramontare e i turisti, così come la calda luce del giorno, si ritirano''.







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