

Riuscite ad immaginare Civita di Bagnoregio e la Valle dei Calanchi, sulla quale il celeberrimo borgo ribattezzato da Bonaventura Tecchi la “città che muore”, galleggia in equilibrio sempre più instabile, circondata da ventina di pale eoliche alte oltre 160 metri, cioè come grattacieli da 50 piani? Beh, per quanto inverosimile vi possa sembrare, quella visione potrebbe concretizzarsi davvero. Come un incubo. Enel Green Power, infatti, ha presentato alla Regione Lazio un progetto per l’allestimento di venti aerogeneratori, per una potenza di quaranta mw, proprio li vicino.
Quando la notizia è trapelata e c’è stata la prima levata di scudi, Enel si è affrettata ad assicurare che le pale eoliche non avranno alcun impatto visivo su borgo. Ma nessuno sembra crederci. Secondo il sindaco di Bagnoregio nonché consigliere provinciale Francesco Bigiotti, almeno quattro generatori sono visibili da Civita, con un impatto devastante su uno degli skyline più famosi del mondo. Dal lago di Bolsena, invece, sarà visibile l'intero impianto.
Contro il progetto, questa mattina (13 aprile) il Consiglio Provinciale, su proposta del consigliere Mirko Luzi, ha approvato all’unanimità una mozione urgente che impegna la giunta di Palazzo Gentili ad esprimere parere negativo all’impianto in sede di osservazioni.
Molto probabilmente, anche la Regione Lazio dovrebbe esprimere parere negativo in quanto, nel giungo del 2009, insieme con la Provincia di Viterbo, propose al ministero dell’Ambiente di esprimere parere positivo alla candidatura dei monti Vulsini e dei calanchi del comprensorio Teverina come patrimonio mondiale dell’Umanità, nonché il loro inserimento nella rete europea dei geoparchi.
La località in cui Enel Green Power vorrebbe realizzare l’impianto eolico, Campolungo, si trova nel comune di Bagnoregio, ma le pale da oltre 160 metri, avrebbero un impatto ambientale, visivo ed acustico in un’area molto più vasta, con alcune decine di migliaia di abitanti, che ha nel turismo una delle principali fonti di reddito. Proprio per questa ragione, nel comprensorio stanno sorgendo vari comitati di base intenzionati a fermare il progetto.
Ecco il testo integrale della mozione approvata
Premesso che
Enel Green Power Spa il 16 marzo scorso ha comunicato di aver depositato presso l'autorità competente, Regione Lazio - Direzione Regionale Ambiente - Area Valutazione Impatto Ambientale, la documentazione di cui all'articolo 23 del decreto legislativo 152/2006 relativa alla realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica nel territorio del comune di Bagnoregio, al fine di ottenere giudizio di compatibilità ambientale e di verifica di incidenza naturalistica.
Tale progetto consiste nella realizzazione di un impianto eolico localizzato nel Comune di Bagnoregio (VT) in località Campolungo, costituito da n.20 aerogeneratori di circa 165 metri di altezza, per una potenza complessiva di 40 MW, con gravissimo impatto ambientale oltre che visivo.
Il territorio interessato all’installazione dei suddetti aerogeneratori è ubicato in prossimità di aree protette e quindi di elevato pregio ambientale (ZPS/SIC 6010009 Calanchi di Civita di Bagnoregio, ZPS IT6010055 Lago di Bolsena, Isole Bisentina e Martana, SIC IT601007 Lago di Bolsena, ZPS/SIC 6010008 Monti Vulsini) su cui Regione Lazio e Provincia di Viterbo sono impegnate a svolgere azioni volte alla conservazione e al mantenimento degli habitat, impedendo interventi di disturbo dei dinamismi naturali, quali potrebbero essere invece le pale eoliche, che danneggerebbero ad esempio la nidificazione di uccelli migratori.
L’impatto ambientale generato dalle pale eoliche, un aspetto è quello acustico, avrebbe una gravosa ricaduta sulle residenze e sulle attività agricole (zootecnia) limitrofe all’impianto, che in aggiunta all’impatto visivo generato andrebbero oltretutto a danneggiare il settore turistico del territorio che proprio dalla sua specificità ambientale e paesaggistica (Valle dei Calanchi e Civita di Bagnoregio, Lago di Bolsena e Monti Vulsini) trova i suoi punti di forza trovandosi quindi a subire un irreparabile danno che andrebbe a colpire l’economia di un territorio già depresso.
La Provincia di Viterbo e la Regione Lazio nel giugno 2009, al fine di proteggere e promuovere tale zona per la sua elevata qualità ambientale, hanno avanzato presso il Ministero dell’Ambiente, per il relativo avallo, la candidatura per il riconoscimento da parte dell’UNESCO del territorio circostante (Monti Vulsini e Calanchi della Teverina) quale patrimonio mondiale dell’Umanità, nonché l’ingresso nella rete europea dei geoparchi (siti Natura 2000 e geositi).
Tutto ciò premesso
tenuto conto che il Comune di Bagnoregio per voce del sindaco Francesco Bigotti ha pubblicamente assunto una netta ed inequivocabile posizione contraria alla realizzazione del sopra citato parco eolico, preannunciando la presentazione all’autorità competente di osservazioni contenenti parere negativo, posizione oltretutto sostenuta anche dai Sindaci del Consorzio Teverina (ente deputato, insieme alla Provincia di Viterbo, alla gestione dei progetti di conservazione e valorizzazione della Valle dei Calanchi di Civita di Bagnoregio attraverso la legge regionale 71/90).
Atteso che
la Provincia di Viterbo ha facoltà di presentare osservazioni entro 60 giorni dalla presentazione della relativa documentazione da parte del proponente al fine di ottenere giudizio di compatibilità ambientale e di verifica di incidenza naturalistica.
Considerato che
pur riconoscendo la validità di scelte strategiche tese a diversificare le fonti di produzione con sistemi di energia rinnovabili, il territorio della Provincia di Viterbo ha già offerto un significativo e sofferto apporto in ambito ambientale per il fabbisogno energetico nazionale
Il Consiglio Provinciale
fermo restando che il Consiglio Provinciale si adopererà a favorire l’impiego delle energie rinnovabili secondo i dispositivi comunitari ed a sviluppare un piano di sviluppo organico del territorio che coinvolga le autonomie locali, tenendo conto della assoluta specificità del territorio interessato come riportato nella premessa; impegna il Presidente e la Giunta provinciale ad esprimere parere negativo in sede di osservazioni.