ANNO 8 n° 232
Caso Manca, chiesta l'archiviazione
La procura antimafia di Roma: ''Non è dimostrato che curò Provenzano''
11/02/2018 - 06:42

VITERBO - ''Pentiti non credibili e versioni contrastanti, non è dimostrato che curò Provenzano''. Caso Manca, arriva la richiesta di archiviazione da parte della procura antimafia di Roma. Lo riporta il corriere.it. Secondo la testata romana del Corriere della Sera, i magistrati Michele Prestipino e Cristina Palaia, con il nullaosta del procuratore capo Giuseppe Pignatone, hanno depositato la richiesta di archiviazione sul caso dell'urologo originario di Barcellona Pozzo di Gotto e in servizio all’ospedale di Belcolle, trovato cadavere nel suo appartamento in via Santa Maria della Grotticella il 12 febbraio 2004.

Attilio Manca aveva solo 35 anni, quando perse la vita. E da subito la sua scomparsa destò l’interesse dell’intera cronaca nazionale. Nonché della sua famiglia, che per anni si è impegnata alla ricerca della verità: per la madre, il padre e il fratello del medico siciliano, infatti, si sarebbe trattato di un delitto di mafia. Un omicidio commissionato direttamente dal boss Bernando Provenzano per mettere a tacere l'unico testimone scomodo della sua latitanza, Attilio Manca, che avrebbe operato il ''capo dei capi'' in una clinica di Marsiglia durante una delle sue tante fughe all’estero. Ipotesi che è stata respinta dalla procura viterbese, la prima ad occuparsi del caso. Dietro la morte dell’urologo non ci sarebbe altro che un'overdose di eroina, di cui l'unica responsabile è la spacciatrice Monica Mileti, condannata dal tribunale di Viterbo a 5 anni e 4 mesi per avere venduto l'ultima dose fatale all'urologo.

Dello stesso avviso la Direzione Distrettuale Antimafia, secondo cui le dichiarazioni dei pentiti sentiti – che vanno nella direzione del delitto di matrice mafiosa con la complicità dei servizi deviati – condurrebbero invece ''a piste, presunti autori e modalità del fatto del tutto contrastanti e incompatibili, sostanzialmente prive di riscontri, non consentendo allo stato di risalire agli autori del presunto omicidio di Attilio Manca. Non è possibile – affermano i magistrati – provare in alcun modo un effettivo coinvolgimento di Manca nelle cure di Provenzano, da cui far derivare la necessità di eliminarlo, e ancor più contraddittorie sono le risultanze in merito agli ipotetici autori. Né tanto meno è possibile – concludono – approfondire la mancata spiegazione di alcuni particolari della complessa vicenda''. Caso chiuso per la Dda. Non per la famiglia Manca però che molto probabilmente, assistita dall'avvocato Antonio Ingroia, farà opposizione e chiederà l'apertura di nuove indagini.






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