ANNO 9 n° 78
Caso Fallico, terrorista morto a Mammagialla, al via il processo a carico di due medici
Sono imputati di omicidio colposo
17/09/2015 - 00:00

VITERBO – E’ iniziato ieri mattina, davanti dal tribunale di Viterbo, il processo a carico di due medici in servizio nel carcere di Mammagialla, Agostino Mecarini e Pier Paolo Marghiriti, imputati di omicidio colposo per la morte in cella del brigadista rosso Luigi Falico, trovato morto nella sua cella il 23 maggio 2011.

L’autopsia disposta dalla Procura della Repubblica di Viterbo stabilì che era stato stroncato da un infarto. Ma la sorella del brigatista presentò un esposto sostenendo che il detenuto non avrebbe ricevuto un’assistenza adeguata al suo stato di salute (era iperteso e un accanito fumatore) e, soprattutto, che non sarebbe dovuto restare in carcere ma essere ricoverato in ospedale. Da qui l’iscrizione dei due medici che lo visitarono e gli prescrissero i medicinali nel registro degli indagati per omicidio colposo.

Il giudice Eugenio Turco, su richiesta dei difensori degli imputati, ha disposto una nuova perizia sulle cause della morte, analizzando la cartella clinica di Fallico e tutta la documentazione sanitaria disponibile. Il dibattimento è stato aggiornato al marzo 2016.

Cinquantanove anni, Fallico era stato arrestato l’11 giungo 2009 con l’accusa di costituzione di banda armata. Era considerato uno dei fondatori delle nuove brigate rosse che stavano ogranizzando un attentato a La Maddalena, dove avrebbe dovuto svolgersi il G8 poi traferito a L'Aquila. Fu trasferito da Catanzaro a Viterbo nel 2010 poiché era sotto processo davanti alla Corte d’Assise di Roma.

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