ANNO 7 n° 325
Case Aves, c'è un bando
24mila euro per il ripristino delle corrette indicazioni igienico-sanitarie dei locali e per la messa in sicurezza delle aree esterne
21/10/2017 - 03:17

VITERBO - Case dell'Aves, dopo anni di abbandono qualcosa si muove. È del 21 settembre scorso un bando dell'8° Reparto Infrastrutture dell'Esercito riguardante gli alloggi militari sulla Tuscanese. Si tratta di 24.400 euro, messi a disposizione per i lavori di messa in sicurezza delle aree esterne e il ripristino delle corrette indicazioni igienico-sanitarie dei locali interni.

Oggetto principale del provvedimento è la prima palazzina del comprensorio. Di proprietà del Demanio, la struttura versa in uno stato di incuria e le abitazioni sono sfitte da tempo. L'unica presenza è quella della folta vegetazione, cresciuta libera e selvaggia da quando è venuto meno l'intervento dell'uomo. Una recinzione e un cancelletto, rigorosamente chiuso, separano l'area dal resto delle palazzine attraversato dall'asfalto dissestato. Un cancello posteriore blocca invece l'ingresso dalla Tuscanese, non di rado utilizzato come discarica dagli incivili.

Nella determina non è stata resa nota quale sarà la finalità dei lavori. Si renderanno di nuovo fruibili gli alloggi ai militari oppure la palazzina sarà destinata all'edilizia popolare? Se ne era già parlato nel 2013.

Il 9 aprile di quell'anno una decina di militanti di CasaPound occuparono sette appartamenti disabitati. Si trattava di un'azione dimostrativa per portare all'attenzione dell'opinione pubblica il problema dell'emergenza abitativa. Diciannove persone vennero denunciate: quattordici attivisti del movimento di estrema destra e cinque viterbesi intenzionati a stabilirsi negli appartamenti con le loro famiglie. Il processo è tuttora in corso.

È del 2015 invece l'idea del Comune di Viterbo di entrare in possesso degli alloggi militari per far fronte - seppure parzialmente - al problema dell'emergenza casa. La legge di stabilità prevedeva infatti alcune azioni sul patrimonio demaniale: una di questa consentiva ai Comuni che lo richiedevano di poter entrare in possesso con procedure semplificate e in tempi brevi di immobili appartenenti ad altri enti in assenza di progetti di valorizzazione. Sulle case dell'Aves pare che non ce ne fossero. Palazzo dei Priori presentò la sua richiesta al direttore del Demanio. Da allora non se ne seppe più nulla.







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