ANNO 9 n° 295
''Caricati su un furgone e portati a fare legna per 10 ore al giorno''
Migranti sfruttati, interrogatorio domani per l'imprenditore di Acquapendente. La difesa: ''Accusa costruita solo sulle dichiarzioni dei lavoratori''
24/09/2019 - 06:48

ACQUAPENDENTE - Era già stato beccato tempo addietro per gli stessi reati - la violazione delle norme contro il caporalato - l’imprenditore arrestato dai carabinieri di San Lorenzo Nuovo su ordine del tribunale di Viterbo con l’accusa di aver sfruttato per circa un anno un gruppo di migranti come tagliaboschi. Ma nonostante questo l’uomo avrebbe continuato a impiegare gli stranieri nella sua attività con turni di lavoro massacranti e in cambio di una paga da fame (150-200 euro al mese), approfittando del loro stato di bisogno. Per questo la Procura ha chiesto e ottenuto che nei suoi confronti fossero applicati ora i domiciliari.

L’uomo è un 59enne residente ad Acquapendente. Le vittime, invece, sono tre richiedenti asilo, ospitati presso un centro di accoglienza della zona. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Montefiascone dopo una lunga e attenta azione di monitoraggio, l’uomo li andava a caricare con un furgone alle prime ore del mattino e li portava poi nei boschi dove passavano tutta la giornata a tagliare la legna: anche per 10 ore di fila, anche quando le condizioni meteo erano particolarmente avverse. Sempre secondo le indagini, agli operai non venivano fornite neanche le protezioni previste dalla legge che servono a prevenire gli infortuni. A seguito di un incidente, rivelatosi poi di lieve entità, per uno di essi era stato necessario ricorrere alle cure dell’ospedale.

L’imprenditore, difeso dall’avvocato Enrico Valentini, sarà ascoltato domattina nell’interrogatorio di garanzia. Secondo il suo legale, l'ordinanza si basa solo sulle dichiarazioni di tre lavoratori immigrati che pretendevano paga giornaliera e spesso non andavano a lavorare. ''Faremo delle indagini difensive per capire quanto realmente è stato dato ai lavoratori. La prova del presunto mancato pagamento è dovuta solamente alle dichiarazione degli stessi, che pretendevano pagamenti giorno per giorno e non con modalità di legge'', ha dichiarato Valentini.

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