ANNO 9 n° 293
''Campo e assessore, tocca al Comune''
Camilli dopo la vittoria sul Rieti che proietta la Viterbese verso la Lega Pro
''Serve una struttura per allenarsi. E Michelini dia la delega a chi vuole bene ai gialloblu''
31/03/2016 - 02:00

di Andrea Arena

VITERBO – Quando si è accorto che il maglioncino color salmone era in lavanderia lo ha mandato a prendere di corsa. ''E’ il mio portafortuna’’, dice Piero Camilli. Nota di colore, ovviamente pastello, al termine di una domenica che invece è un mercoledì ma che sembra Capodanno. Balli e cori, lo spogliatoio che rimbomba, la capolista che se ne va, la classifica che è una messa cantata: Viterbese 62 punti, Rieti 55 e poi tutte le altre, piccoli indiani messi tutti in fila.

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''I ragazzi sono stati tutti bravissimi – esordisce il Comandante commentando il 2-0 sul Rieti che vale qualcosa di più di mezzo campionato e di promozione in Lega Pro – Per questo farò loro un regalo di tasca mia e intanto stasera li porterò tutti a cena alle terme. E’ una grande commozione, per me e la mia famiglia’’. Festa, festa grande, come è stata dentro lo stadio, uno stadio quasi pieno: ''Oggi c’erano 1500 paganti – riprende Camilli -, più 300 portoghesi, che purtroppo ci stanno sempre nonostante sia riuscito a ridurli. Era un giorno lavorativo, e questo significa che se si fa calcio ad alto livello, per vincere, anche Viterbo risponde bene. Quello che chiedo adesso, ad un passo dalla vittoria finale anche se ancora non abbiamo vinto ma proveremo a vincerle tutte, è che la città ci stia vicino. Dalle istituzioni agli imprenditori’’.

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Un appello che il Comandante spiega nel dettaglio: ''Andiamo in Lega Pro non in punta di piedi, ma per sbattere i piedi. La affronteremo da protagonisti. Perciò ci servono delle strutture adeguate, intanto per allenarci, perché non possiamo andare una volta qua e una volta là. A Grosseto, con i successi a ripetizione, a proposito questo è il settimo o l’ottavo campionato che vinco, ho costretto l’amministrazione a investire milioni sullo stadio. Qui, che l’amministrazione è tutto sommato simile, mi aspetto aiuti: il sogno è uno stadio tutto per la Viterbese, con campi d’allenamento e una struttura alberghiera per la squadra. Lo facciano sulla Teverina o dove pare a loro, ma Viterbo ne ha bisogno’’. Per Camilli, la Lega Pro significherà una vera e propria rivoluzione per tutta la città: ‘’A livello economico, perché ci confronteremo con grandi piazze e verranno anche tanti tifosi. Ma anche per la crescita del settore giovanile, che non giocherà più contro realtà locali, ma nazionali’’.

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Poi Camilli si rivolge al sindaco Michelini, ieri assente allo stadio (ma c’erano molti consiglieri comunali di maggioranza): ''Non sono della sua parte politica, io ho la mia storia, sono di destra, e fiero. Però faccio il sindaco anche io, di un piccolo paese, e il proprietario della Viterbese è il presidente di tutti, so anche che il calcio uove i voti, chi dice il contrario dice il falso. Però mi permetto di dare un consiglio a Michelini, che attualmente ha la delega allo Sport: nomini un delegato, dia quella delega a uno che vuole bene allo sport e alla Viterbese. In tribuna oggi ce n’erano tanti così, professionisti, viterbesi doc…’’. Come dire: con la persona giusta si potrà parlare, e fare il bene dei leoni.

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Un paragone col Rieti, a questo punto, può anche far male, perché tocca le corde di chi per il calcio viterbese ha sofferto, nell’era buia A. C. (Avanti Camilli): ''Il Rieti oggi ha fatto bene – dice il Comandante – e io li rispetto. Questa estate non avevano più nulla, il presidente che c’era prima (Fedeli, con cui Camilli ha spesso bisticciato, ndr) se n’era andato. Hanno dimostrato di poter fare comunque la serie D, e di vertice, con le forze che esprime la loro città. Vanno stimati per questo, anche se quando sono andato allo Scopigno spesso ho rimediato qualche insulto. Viterbo ha sempre avuto presidenti birbaccioni e forestieri’’.

In previsione di quella cosa lì, ci sarebbe anche da affrontare la questione squisitamente tecnica: ''Questa è una squadra con un bel carattere. Qualche giovane verrà con noi: Pini e Pandolfi sono bravi, ce ne sono altri, avranno la chance di fare le riserve in Lega Pro, o magari i titolari, perché il calcio è strano. E naturalmente verrà con noi anche mister Nofri, un allenatore preparato e serio, il primo ad essere al campo, quello che cura tutti i particolari. Si merita questa opportunità. Ma prima pensiamo a vincere le ultime sei partite, e anche la poule scudetto: ci tengo particolarmente’’. Figuriamoci i tifosi.





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