ANNO 10 n° 52
Camilli:'Rimango per amore dei miei figli, ora subito i lavori allo stadio''
''L'allenatore sarà Sanderra, il Comune rispetti gli impegni presi''
17/07/2015 - 20:41

VITERBO - Si siede in mezzo ai due figli, Vincenzo e Luciano, confermati nei ruoli rispettivamente di presidente e vice. E si toglie subito di gola il rospo più grande, quello del rapporto con l'amministrazione comunale: ''Ho scritto una lettera al sindaco per chiedere lavori subito all'Enrico Rocchi, deve essere a norma per la Lega Pro. Altrimenti a dicembre alziamo il sipario e ce ne andiamo da Viterbo''.

Parole di Piero Camilli, il patron gialloblu, che mostra la missiva spedita e la replica ricevuta dal primo cittadino: ''Si è impegnato ufficialmente, scrivendo che sarà accanto alla società sostenendola in maniera attiva. Ha nominato un tecnico per avere un resoconto dettagliato degli interventi da effettuare, ora speriamo mantenga la parola''.

La famiglia di Grotte di Castro c'è e ci sarà, pronta a un altro campionato di vertice. Se il Comune farà la sua parte, la Lega Pro arriverà presto: ''Fare calcio a Viterbo è difficile, sono rimasto soprattutto su pressione dei miei figli, che restano in pianta stabile ai vertici della Viterbese. Un piazza così, però, ha bisogno di un impianto buono per la serie B, se lo merita. Il tempo delle chiacchiere è finito, ora i fatti''.

Poi è la volta di parlare della stagione che verrà: ''Il tecnico sarà Sanderra, uomo esperto e di categoria superiore. Per quanto riguarda i giocatori, saranno confermati pochissimi, forse nessuno. Al momento restano soltanto Zonfrilli e Perocchi. Sul fronte under sono arrivati Fè e, da Grosseto, ragazzi interessanti come Callegari, Boccardi e Pini. Il resto sarà fatto con calma''.

Confermate date (25/26 luglio) e location del ritiro (Soriano nel Cimino), per il resto della rosa si procederà con calma, con la partita di Coppa Italia ai primi di agosto vista come un'amichevole o poco più. L'importante sarà non ripetere gli errori del passato: ''L'anno scorso tanti buoni cantanti - ha aggiunto Vincenzo - ma qualcosa nel collettivo non ha funzionato. Saremo più attenti, comprando gente che sa cosa significa vincere''.

Infine, un appello sentito ai sostenitori gialloblu: ''Vorrei più gente allo stadio, sarebbe giusto sentire un riconoscimento a fronte di tanti investimenti. So che a Viterbo i tifosi sono un po' disinnamorati del pallone dopo tanti fallimenti passati, ma vorrei fin da subito curve e tribune gremite. A me - conclude Piero - piace urlare e fare cori, stare in mezzo alla gente. Lì mi sento a mio agio''.





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