ANNO 8 n° 200
Camilli torna sui propri passi
Rescissione per Giannichedda: richiamato in panchina Stefano Sottili
05/04/2018 - 06:35

VITERBO - Più che un esonero, sono state le classiche ferie di Pasqua. Stefano Sottili, dopo due match, è tornato a Viterbo per tornare a sedersi in panchina. Giuliano Giannichedda è durato un pareggio a reti bianche a Pistoia e una sconfitta in casa con il Piacenza. Due partite che si dovevano vincere, ma in cui la squadra ha mostrato una certa involuzione iniziata già qualche settimana fa. E preoccupa questo momento di crisi a ridosso della finale di coppa Italia.

Stefano Sottili era stato esonerato al termine del match con il Livorno uscito vincente dalla città dei Papi con un risultato pesante. Le tre reti degli amaranto e la precedente sconfitta con il Siena hanno portato alla scelta forse frettolosa. Una mossa, quella del cambio allenatore, che ha spezzato gli equilibri di una formazione che con Stefano Sottili ha dato il meglio di sè. La sensazione è che queste due giornate siano state solamente tempo perso per l'allenatore che dovrà tornare a lavorare sulla mentalità dei suoi ragazzi stanchi e disattenti.

L'inesperienza dell'ex mediano lasciava presupporre quello che è realmente successo. Si tratta del quinto movimento di panchina e del quarto allenatore di stagione. Valerio Bertotto ha iniziato la stagione nel migliore dei modi inciampando con il Monza che gli costò l'esonero, Nofri Onofri il peggiore: neanche una vittoria. Poi la palla è passato proprio a Sottili che ha trascinato i gialloblu fino al terzo posto in classifica con una leggera flessione nelle ultime settimane. Giuliano Giannichedda, ha fatto le valigie dopo due gare, giocate ravvicinate, ovvero, sei giorni. Forse non le aveva neanche disfatte. Si torna indietro e, speriamo, in carreggiata.

Di tutta questa situazione rimane sbagliato il momento. E' iniziato il rush finale della stagione e la finale di coppa Italia non è mai stata tanto imminente. Un momento troppo importante in cui ogni scossone può essere letale. L'incombenza c'è: non si deve perdere quel podio di classifica occupato per tanto e meritatamente. 





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