ANNO 10 n° 20
Calcio - Serie D, Settimana della verità per la Viterbese
Dopo la vittoria con lo Spoleto,
i gialloblu sognano il ripescaggio
23/08/2015 - 03:00

VITERBO - Un'altra settimana a metà tra il campo e fuori, quella che la Viterbese Castrense si prepara a vivere sempre in attesa di sapere quale sarà la categoria in cui sarà inserita e con quali avversari confrontarsi. Ieri a Canepina è andata in scena la più impegnativa del filotto di amichevoli affrontate fin qui dalla banda del nuovo mister Sanderra, un confronto con lo Spoleto che farà parte del prossimo campionato di serie D.

Un match che ha visto i gialloblu soffrire più del dovuto contro un avversario volenteroso, capace anche di passare in vantaggio prima di subire la rimonta del definito 3-2. I gol tutti nella ripresa, dopo che la prima frazione era terminata a reti inviolate. Sanderra ha lanciato dall'inizio la coppia d'attacco formata dai neo acquisti Nohman e Bernarndo, con retroguardia a quattro davanti a Pini composta da Perocchi, Scardala, Dierna e l'esordiente Pandolfi e il quartetto Neglia-Addessi-Pace-Nuvoli in mezzo. 

Buon avvio ospite, poi Viterbese padrona del campo senza però riuscire a trafiggere l'ex portiere Fadda. A sbloccarla, nella seconda metà, è stato lo Spoleto, in vantaggio grazie a un rigore di Melis. Dopo il pareggio di Bernardo, ancora a segno, di nuovo ospiti avanti con De Costranzo prima dell'uno-due firmato da Muriel e da una zuccata del difensore Pomante per la vittoria gialloblu.

Più che al test in campo, comunque utile nel processo di crescita della squadra, le attenzioni dei tifosi viterbesi sono però rivolte tutte a quello che succederà nei prossimi giorni. Il 24 agosto scadono infatti i termini per presentare domanda di ammissione alla Lega Pro al posto del Castiglione, e il desiderio proibito di un salto tra i professionisti continua a fare capolino nella Città dei Papi.

Il 27 usciranno i calendari, e lì si capirà finalmente che forma prenderanno i campionati. Più che nel posto vacante, teoricamente appannaggio di Monopoli o Taranto, la famiglia Camilli spera nella conferma del format a 60 squadre come previsto da regolamento. In mancanza di una deroga ufficiale, non è ancora da escludere che si scenda a 54 come paventato dal commissario Miele, e in quel caso per i gialloblu si aprirebbero le porte del Paradiso. Il sogno non è ancora finito, insomma. L'estate del calcio italiano, fortunatamente, quasi.





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