ANNO 7 n° 351
Caffeina, il programma della stagione teatrale
Riapre il teatro San Leonardo: 11 spettacoli da gennaio a maggio
07/10/2017 - 17:15

Riceviamo e pubblichiamo da Caffeina

VITERBO  - Dopo i grandi successi del Festival Caffeina e del Christmas Village la Fondazione Caffeina si fa teatro. Nasce infatti il nuovo Teatro Caffeina nel cuore di Viterbo, nell’ex sede del Teatro San Leonardo. La storia inizia negli anni ’50 quando in città la diocesi apre un cinema che rimane in piena attività fino ai primi anni ’80 quando viene convertito in teatro. La sua fortuna si esaurisce però nel giro di poco tempo e negli ultimi trent’anni viene aperto molto saltuariamente.

Circa due anni fa la Fondazione Caffeina decide di fare un’importante operazione di restauro per riportare il teatro alla luce e farlo tornare il cuore pulsante culturale della città. Al progetto si appassiona un grande imprenditore viterbese che opera nel bergamasco, Carlo Rovelli, che dona alla Fondazione Caffeina 150mila euro a fondo perduto per i lavori di restauro, intercettando così l’interesse di una trentina di altri imprenditori.

Il resto è un grande e coraggioso investimento diretto della Fondazione Caffeina. Il restauro, che ha comportato un esborso di 400mila euro interamente di capitale privato, è iniziato ad aprile per proseguire a ritmo serrato fino a poche ore prima dell’inaugurazione del 6 ottobre. Nasce così uno spazio multifunzionale, aperto 365 giorni l’anno da mattina a sera, composto da una libreria su tre piani, un bistrot, una sala dedicata a conferenze e un teatro da 330 posti che ambisce a diventare un polo culturale per tutta la provincia, e non solo.

Da gennaio 2018 infatti partirà una stagione teatrale con undici spettacoli in cui i linguaggi della drammaturgia contemporanea si affiancheranno al teatro classico in un mix di tradizione ed innovazione, con grandi nomi del panorama teatrale italiano. Una programmazione capace di proporre agli spettatori molti spunti di riflessione sulla contemporaneità interpretando e dando voce a interrogativi e aspettative del pubblico. Insieme alla stagione teatrale Caffeina ha in programma una serie molto più ampia di progetti volti a far diventare il luogo un teatro del territorio in grado di far nascere un dialogo costante tra la direzione artistica e la comunità viterbese. Inizieranno a novembre corsi settimanali di teatro di base, teatro per bambini, tecnica vocale e dizione, canto. Il Teatro Caffeina inoltre, dal 24 novembre al 7 gennaio si vestirà di Natale, trasformandosi nel Teatro Incantato all’interno del Christmas Village.

A tal proposito è stato indetto un bando di residenza per giovani attori per costituire la compagnia dei giovani del Teatro Incantato, che metterà in scena cinque spettacoli per bambini durante il periodo natalizio. La direzione artistica del teatro è affidata ad Annalisa Canfora, già responsabile della sezione teatro del festival Caffeina, per anni attrice a fianco di importanti maestri del teatro italiano tra cui Giorgio Albertazzi, Mariano Rigillo, Moni Ovadia, che dichiara: ''In un momento di oscurantismo culturale in cui i teatri chiudono o vengono commissariati, noi abbiamo deciso in totale controtendenza di investire sul teatro. Un teatro popolare (non commerciale) da immaginare per e con la città, un teatro vivo, partecipato che integra e sviluppa l'esperienza del festival, un teatro 'libero', non ideologico, che unisce tradizione e innovazione, classico e contemporaneo, prosa e nuovi linguaggi. Il cartellone proposto è di qualità ma molto eterogeneo nella proposta, proprio perché l’intento è quello di porci nell’ottica dello scambio con il territorio e non dell’ideazione astratta''.

Dice Andrea Baffo, Presidente della Fondazione Caffeina: ''Siamo felici e intimoriti al tempo stesso. Questo teatro è l’apice di una sfida per una fondazione culturale privata e quanto di meglio potesse sognare di fare; l’obiettivo più alto di una struttura che nasce per portare cultura per aggregare e riscoprire luoghi che avevano vissuto momenti di gloria in una città che fa fatica a mutare e ritrovare sé stessa a partire dal centro storico. Siamo convinti che uno spazio polifunzionale all’interno del quale vivere e non solo trascorrere due ore per vedere soltanto un bellissimo spettacolo muta le persone migliorandole. Non è più svago ma qualcosa che ha a che fare con un modo di essere e di immaginarsi vita, tempo e spazi a disposizione''.

Filippo Rossi, direttore artistico della Fondazione Caffeina afferma: ''Caffeina è un progetto globale. Il Teatro intende essere il primo spazio culturale e social sia nell’aspetto materiale e fisico con caffetteria, bistrot e sia anche spazio immateriale inteso come tempo per la condivisione. Un luogo che agevola la socializzazione, reale e fisica anche attraverso la condivisione sui social network. Motivo per cui quasi tutti gli eventi saranno trasmessi in diretta sulla pagina Facebook che vanta 2 milioni e 400 mila followers''.

Stagione teatrale

Venerdì 8 gennaio PITECUS di Flavia Mastrella e Antonio Rezza con Antonio Rezza

PITECUS racconta storie di tanti personaggi, un andirivieni di gente che vive in un microcosmo disordinato: stracci di realtà si susseguono senza filo conduttore, sublimi cattiverie rendono comici ed aggressivi anche argomenti delicati. Non esistono rappresentazioni positive, ognuno si accontenta, tutti si sentono vittime, lavorano per nascondersi, comprano sentimenti e dignità, non amano, creano piattume e disservizio.

Sabato 27 gennaio COSì ROSSI CHE Più ROSSI NON SI PUò di Riccardo Rossi e Alberto di Risio con Riccardo Rossi

Riccardo Rossi impagina in un unico spettacolo vent’anni di carriera, portando sul palco i suoi innumerevoli ritratti di persone e situazioni analizzate nel suo modo assolutamente visionario e dissacrante. Insomma Riccardo Rossi in questo show la vede ''alla Rossi'', in un modo che più Rossi non si può.

Venerdì 2 febbraio COSTELLAZIONI di Nick Payne, regia di Silvio Peroni, con Aurora Peres e Jacopo Venturiero

C'è una teoria della fisica quantistica che sostiene che esista un numero infinito di universi: tutto quello che può accadere, accade da qualche altra parte e per ogni scelta che si prende, ci sono mille altri mondi in cui si è scelto in un modo differente. Nick Payne prende questa teoria e la applica ad un rapporto di coppia, quello tra Marianna e Orlando. Costellazioni parla della relazione uomo-donna, ispirandosi alle idee della teoria del caos. Nel testo si ripercorrono più versioni dei vari momenti cruciali della relazione di Orlando e Marianna: dalla conoscenza, alla seduzione, al matrimonio, al tradimento, alla malattia, alla morte.

Venerdì 9 febbraio LA FOTO DEL CARABINIERE di e con Claudio Boccaccini

Lo spettacolo parte dall’estate del 1960 quando Claudio Boccaccini, bambino, scopre che il padre conserva gelosamente e misteriosamente la foto di un giovane carabiniere nella propria patente, per proseguire poi a ritroso fino ai tragici fatti del ‘43. Una storia vera e divertente che racconta l’Italia degli anni ’60 e fornisce un’occasione di confronto e di riflessione sul gesto di Salvo d’Acquisto, giovane eroe figlio del nostro paese.

Venerdì 23 febbraio LAMPEDUSA di Anders Lustgarten. Adattamento e regia Gianpiero Borgia, con Donatella Finocchiaro e Fabio Troiano

Lampedusa di Anders Lustgarten mette a confronto con coraggio la vita di un pescatore siciliano, ormai impegnato a recuperare i corpi dei profughi annegati in mare, con quella di una donna immigrata di seconda generazione che riscuote crediti inevasi per una società di prestiti. Lustgarten traccia paralleli e intrecci invisibili tra le storie di Stefano e Denise. Entrambi sono persone che si trovano a trattare con un’umanità al limite. Gente con cui non si vuole avere a che fare.

Domenica 4 marzo LOCANDIERA di Carlo Goldoni. Adattamento e regia Stefano Sabellicon Silvia Gallerano e Claudio Botosso

Silvia Gallerano, negli ultimi anni, l’attrice italiana più premiata e seguita a livello internazionale, è protagonista di questo allestimento del capolavoro di Goldoni che ha debuttato nel 2016. La regia di Stefano Sabelli traghetta l’azione dalla Firenze del ‘700 al Delta del Po, negli anni ‘50, in un’atmosfera acquitrinosa ispirata a capolavori del Cinema neorealista come Riso Amaro di De Sanctis e a commedie come Ieri Oggi e Domani di De Sica.

Sabato 10 marzo EX AMLETO di e con Roberto Herlitzka

Lo splendido lavoro di scrittura scenica che Roberto Herlitzka ha svolto sull’Amleto di Shakespeare, si Senza-titolo-5configura come un’esplorazione del più grande sentimento teatrale che le scene mondiali conoscano: la solitudine. Herlitzka– Amleto è solo davanti a sè stesso come attore, mentre nello specchio rappresentativo in cui si riflette, la morte e il teatro adescano la disperazione di dire, dire ancora prima che tutto il resto sia silenzio. Amleto è solo, i suoi interlocutori restano invisibili fisicamente per materializzarsi nella voce e nel corpo di Herlitzka. Amleto padre, la regina, Re Claudio, il becchino, giocano un sabba infinito nell’interpretazione di un unico spirito, perchè le anime di Amleto sono infinite, almeno quante sono le anime del capolavoro di Shakespeare

Sabato 17 marzo ASPETTANDO GODOT di Samuel Beckett. Regia di Claudio Boccaccini con Pietro De Silva e Felice Della Corte

Considerato dall’unanimità della critica il lavoro teatrale più bello e significativo di tutto il Novecento, Aspettando Godot è divenuto, nel dire comune, sinonimico di una situazione in cui si aspetta l’avverarsi di un avvenimento imminente ma che in realtà non accade mai e in cui, di solito, chi attende non fa nulla affinché questo possa realizzarsi.Gli attori in scena, diretti da Boccaccini, facendoci riflettere e ridere ci pongono continuamente di fronte al grande circo dell’esistenza umana.

Sabato 24 marzo SHAKESPEA RE DI NAPOLI scritto e diretto da Ruggero Cappuccio con Claudio Di Palma e Ciro Damiano

Shakespeare parla napoletano. Magari un napoletano che suona come una fantasiosa lingua neobarocca, sotto il cielo di una notte di plenilunio. Lo spettacoloè un bisticcio, un gioco di memorie di fatti ambigui, forse mai avvenuti, ma che assomigliano al vero. Shakespea Re di Napoli da più di vent’anni attraversa i palcoscenici dei teatri italiani ed esteri. Dopo aver ottenuto prestigiosi riconoscimenti italiani ed internazionali, continua ad affascinare platee e generazioni diverse costituendo uno dei rarissimi esempi di lunga durata nell’ambito delle piccole produzioni private italiane.

Sabato 28 aprile IL TESTIMONE di Mario Almerighi e Fabrizio Coniglio.Diretto e interpretato da Bebo Storti e Fabrizio Coniglio

Lo spettacolo racconta un episodio lontano e dimenticato dalla memoria collettiva: quello dell’assassino del magistrato Giacomo Ciaccio Montalto, impegnato nell’indagare i rapporti fra mafia di Trapani e narcotrafficanti. Un pezzo di storia contemporanea, tratteggiata seguendo oggettivamente i fatti che si verificarono prima e dopo l’assassinio.

Venerdì 4 maggio UNO NESSUNO E CENTOMILA di Luigi Pirandello. Adattamento e regia di Alessandra Pizzi con Enrico Lo Verso

In occasione del 150esimo anniversario della sua nascita, lo spettacolo è l’omaggio a Luigi Pirandello, attraverso l’adattamento teatrale del più celebre dei suoi romanzi: la storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio, minimo insignificante. L’interpretazione è affidata al racconto di Enrico Lo Verso, che mette in scena un contemporaneo Vitangelo Moscarda.

Teatro Caffeina, la stagione teatrale

Dopo i grandi successi del Festival Caffeina e del Chris

tmas Village la Fondazione Caffeina si fa

teatro. Nasce infatti il nuovo

Teatro Caffeina

nel cuore di Viterbo, nell

ex sede del Teatro San

Leonardo. La storia inizia negli anni

50 quando in città la diocesi apre un cinema che rimane in

piena attività fino ai primi anni

80 quando viene convertito in teatro. La sua fortuna si esauris

ce

però nel giro di poco tempo e negli ultimi trent

anni viene aperto molto saltuariamente.

Circa due anni fa la Fondazione Caffeina decide di fare un

importante operazione di restauro per

riportare il teatro alla luce e farlo tornare il cuore

pulsante culturale della città. Al progetto si

appassiona un grande imprenditore viterbese che opera nel b

ergamasco, Carlo Rovelli, che dona

alla Fondazione Caffeina 150mila euro a fondo perduto per i lavo

ri di restauro, intercettando così l

interesse di una trentina di altri imprenditori. Il re

sto è un grande e coraggioso investimento diretto

della Fondazione Caffeina

.

Il restauro, che ha comportato un esborso di 400mila euro int

eramente di capitale privato, è iniziato

ad aprile per proseguire a ritmo serrato fino a poche ore pri

ma dell

inaugurazione del 6 ottobre.

Nasce così uno spazio multifunzionale, aperto 365 giorni l

anno da mattina a sera

,

composto da una

libreria su tre piani, un bistrot, una sala dedicata a confer

enze e un teatro da 330 posti che ambisce a

diventare un polo culturale per tutta la provincia, e non s

olo. Da gennaio 2018 infatti partirà una

stagione teatrale con undici spettacoli in cui i linguaggi dell

a drammaturgia contemporanea si

affiancheranno al teatro classico in un mix di tradizio

ne ed innovazione, con grandi nomi del

panorama teatrale italiano. Una programmazione capace di

proporre agli spettatori molti spunti di

riflessione sulla contemporaneità interpretando e dando v

oce a interrogativi e aspettative del

pubblico.

Insieme alla stagione teatrale Caffeina ha in programma

una serie molto più ampia di progetti volti

a far diventare il luogo un teatro del territorio in grado di f

ar nascere un dialogo costante tra la

direzione artistica e la comunità viterbese. Inizierann

o a novembre corsi settimanali di teatro di

base, teatro per bambini, tecnica vocale e dizione, ca

nto

.

Il Teatro Caffeina inoltre, dal 24 novembre

al

7 gennaio si vestirà di Natale, trasformandosi nel Te

atro Incantato all

interno del Christmas

Village. A tal proposito è stato indetto un bando di residenza

per giovani attori per costituire la

compagnia dei giovani del Teatro Incantato, che metterà i

n scena cinque spettacoli per bambini

durante il periodo natalizio.

La direzione artistica del teatro è affidata ad

Annalisa Canfora

, già responsabile della sezione

teatro del festival Caffeina, per anni attrice a fianco di

importanti maestri del teatro italiano tra cui

Giorgio Albertazzi, Mariano Rigillo, Moni Ovadia, che dic

hiara:

In un momento di oscurantismo

culturale in cui i teatri chiudono o vengono commissariati,

noi abbiamo deciso in totale

controtendenza di investire sul teatro. Un teatro popolar

e (non commerciale) da immaginare per e

con la città, un teatro vivo, partecipato che integra e s

viluppa l'esperienza del festival, un teatro

'libero', non ideologico, che unisce tradizione e innova

zione, classico e contemporaneo, prosa e

nuovi linguaggi.

Il

cartellone proposto è di qualità ma molto eterogeneo nella

proposta, proprio

perché l

intento è quello di porci nell

ottica dello scambio con il territorio e non dell

ideazione

astratta.

Dice

Andrea Baffo

, Presidente della Fondazione Caffeina:

Siamo felici e intimoriti al tempo

stesso. Questo teatro è l

apice di una sfida per una fondazione culturale privata e qua

nto di meglio

potesse sognare di fare; l

obiettivo più alto di una struttura che nasce per portare c

ultura per

aggregare e riscoprire luoghi che avevano vissuto momenti di

gloria in una città che fa fatica a

mutare e ritrovare sé stessa a partire dal centro stor

ico. Siamo convinti che uno spazio

polifunzionale all

interno del quale vivere e non solo trascorrere due ore per v

edere soltanto un

bellissimo spettacolo muta le persone migliorandole. Non è

pi

ù svago ma qualcosa che ha a che fare

con un modo di essere e di immaginarsi vita, tempo e spazi

a disposizione.

Filippo Rossi

, direttore artistico della Fondazione Caffeina afferma:

Caffeina è un progetto

globale. Il Teatro intende essere il primo spazio cult

urale

e

social sia nell

aspetto materiale e fisico

con caffetteria, bistrot

e

sia anche spazio immateriale inteso come tempo per la

condivisione

.

Un

luogo che agevola la socializzazione, reale e fisica anc

he attraverso la condivisione sui social

network. Motivo per cui quasi tutti gli eventi saranno tras

messi in diretta sulla pagina Facebook che

vanta 2 milioni e 400 mila followers.

Stagione teatrale

Venerdì 8 gennaio

PITECUS

di Flavia Mastrella e Antonio Rezza con Antonio Rezza

PITECUS racconta storie di tanti personaggi, un andirivieni

di gente che vive in un microcosmo

disordinato: stracci di realtà si susseguono senza filo

conduttore, sublimi cattiverie rendono comici

ed aggressivi anche argomenti delicati. Non esistono rappr

esentazioni positive, ognuno si

accontenta, tutti si sentono vittime, lavorano per na

scondersi, comprano sentimenti e dignità, non

amano, creano piattume e disservizio.

Sabato 27 gennaio

COSì ROSSI CHE Più ROSSI NON SI PUò

di Riccardo Rossi e Alberto di Risio con Riccardo

Rossi

Riccardo Rossi impagina in un unico spettacolo vent

anni di carriera, portando sul palco i suoi

innumerevoli ritratti di persone e situazioni analizzate n

el suo modo assolutamente visionario e

dissacrante. Insomma Riccardo Rossi in questo show la vede

alla Rossi

, in un modo che più Rossi

non si può.

Venerdì 2 febbraio

COSTELLAZIONI

di Nick Payne, regia di Silvio Peroni, con Aurora Peres

e Jacopo Venturiero

C'

è una teoria della fisica quantistica che sostiene che es

ista un numero infinito di universi: tutto

quello che può accadere, accade da qualche altra parte e per

ogni scelta che si prende, ci sono mille

altri mondi in cui si è scelto in un modo differente.

Nick Payne prende questa teoria e la applica ad

un rapporto di coppia, quello tra Marianna e Orlando.

Costellazioni parla della relazione uomo-donna, ispirandos

i alle idee della teoria del caos. Nel testo

si ripercorrono più versioni dei vari momenti cruciali dell

a relazione di Orlando e Marianna: dalla

conoscenza, alla seduzione, al matrimonio, al tradiment

o, alla malattia, alla morte.

Venerdì 9 febbraio

LA FOTO DEL CARABINIERE

di e con Claudio Boccaccini

Lo spettacolo parte dall

estate del 1960 quando Claudio Boccaccini, bambino, scopre ch

e il padre

conserva gelosamente e misteriosamente la foto di un gi

ovane carabiniere nella propria patente, per

proseguire poi a ritroso fino ai tragici fatti del

43. Una storia vera e divertente che racconta l

Italia

degli anni

60 e fornisce un

occasione di confronto e di riflessione sul gesto di Sal

vo d

Acquisto,

giovane eroe figlio del nostro paese.

Venerdì 23 febbraio

LAMPEDUSA

di Anders Lustgarten. Adattamento e regia Gianpiero Borgi

a, con Donatella

Finocchiaro e Fabio Troiano

Lampedusa di Anders Lustgarten mette a confronto con coraggio

la vita di un pescatore siciliano,

ormai impegnato a recuperare i corpi dei profughi annegati i

n mare, con quella di una donna

immigrata di seconda generazione che riscuote crediti ine

vasi per una società di prestiti. Lustgarten

traccia paralleli e intrecci invisibili tra le storie d

i Stefano e Denise. Entrambi sono persone che si

trovano a trattare con un

umanità al limite. Gente con cui non si vuole avere a c

he fare.

Domenica 4 marzo

LOCANDIERA

di Carlo Goldoni. Adattamento e regia Stefano Sabelli

con Silvia Gallerano

e

Claudio Botosso

Silvia Gallerano, negli ultimi anni, l

attrice italiana più premiata e seguita a livello internazi

onale, è

protagonista di questo allestimento del capolavoro di Goldo

ni che ha debuttato nel 2016. La regia di

Stefano Sabelli traghetta l

azione dalla Firenze del

700 al Delta del Po, negli anni

50, in un

atmosfera acquitrinosa ispirata a capolavori del Cinema

neorealista come Riso Amaro di De Sanctis

e a commedie come Ieri Oggi e Domani di De Sica.

Sabato 10 marzo

EX AMLETO

di e con Roberto Herlitzka

Lo splendido lavoro di scrittura scenica che Roberto Herlitzka

ha svolto sull

Amleto di

Shakespeare, si Senza-titolo-5configura come un

esplorazione del

pi

ù grande sentimento teatrale

che le scene mondiali conoscano: la solitudine. Herlitzka

Amleto è solo davanti a sè stesso come

attore, mentre nello specchio rappresentativo in cui si ri

flette, la morte e il teatro adescano la







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