ANNO 9 n° 295
Business dei funerali al Belcolle, in tre fuori dal processo
''Accuse troppo generiche'', si tornerà all'udienza preliminare. La procura chiede la trascrizione di tutte le intercettazioni
03/10/2019 - 07:01

VITERBO – (b.b.) Business del caro estinto alla camera mortuaria del Belcolle, in tre escono dal processo ancora prima di cominciare. ‘’Accuse troppo generiche’’ quelle formulate per loro dalla Procura e così i tre imprenditori di agenzie funebri dovranno passare nuovamente dall’udienza preliminare, sperando questa volta di riuscire ad evitare un rinvio a giudizio.

Parte, invece, il processo per i restanti dodici imputati finiti alla sbarra con le accuse di corruzione in concorso e concussione per induzione. A spiccare nella lunga lista degli imputati i nomi dei tre necrofori dell’ospedale di Belcolle che all’alba del 9 maggio 2014 finirono agli arresti domiciliari. Si tratta di Carlo Eleuteri, Floriano Canela Fabrizio Valeriani.

Secondo la procura, approfittando della loro posizione all’interno del nosocomio viterbese, avrebbero messo in piedi un collaudato sistema di ''funerali e guadagni facili'' per tutte quelle agenzie funebri disposte a pagare 50 euro a salma ai necrofori della morgue per avere l’esclusiva sulle esequie.

Una quindicina in tutto le ditte coinvolte in quella che passò alla storia come l’Operazione Anubi, dal nome del dio egizio della mummificazione e dei cimiteri.

Ieri la prima udienza di ammissione prove di fronte al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone: il pubblico ministero Paola Conti ha chiesto la trascrizione di tutte le intercettazioni ambientali che inchioderebbero gli imputati. Nei numerosi video in possesso della procura si vedrebbero chiaramente gli scambi di soldi tra imprenditori e dipendenti ospedalieri.

Alcune delle ditte ''più inserite'' avrebbero avuto anche degli armadietti a disposizione nei locali della camera mortuaria per avere pronti all’occorrenza crocifissi, candelabri e paraventi. Si tornerà in aula a inizio novembre: i giudici dovranno decidere se ammettere o no la trascrizione delle numerose intercettazioni.

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