ANNO 9 n° 170
Burocratizzazione scolastica, saltano i giochi sportivi studenteschi
22/05/2019 - 16:54

di Liliana Scaffa

NEPI - Un consiglio d’istituto infuocato quello che si è svolto ieri pomeriggio presso il plesso scolastico dell’Istituto Alessandro Stradella e terminato all’imbrunire.

Una riunione straordinaria che doveva svolgersi, così come da prassi, tra i soli membri del consiglio, ma che inaspettatamente ha visto accorrere decine di genitori, docenti, rappresentanti di classe e i sindaci del Comune di Nepi e Castel Sant’Elia.

La questione una sola: lo svolgimento dei giochi sportivi studenteschi “Alessandro Faggiani” del 23-24 maggio prossimo.

La manifestazione nata oltre vent’anni fa nella cittadina, e che vedeva confrontarsi sul campo gli alunni delle scuole di Nepi e Castel Sant’Elia, rischia di naufragare miseramente di fronte alla burocrazia.

Le responsabilità tecniche, i ritardi sulle comunicazioni e soprattutto l’incertezza della validità della copertura assicurativa sui giochi, hanno infatti portato alla totale paralisi decisionale sulla questione.

Ma perché una manifestazione che rappresentava per l’intero istituto scolastico motivo di vanto in tutta la provincia, improvvisamente è divenuta pomo della discordia di un intero istituto?

Il motivo è semplice: le responsabilità sugli alunni e la scarsa informazione sulla copertura assicurativa integrativa.

Lo scorso anno infatti, un piccolo incidente sportivo ha portato all’apertura di un contenzioso scuola-genitori, tale da allarmare il corpo docenti sul tema delle responsabilità nel momento dello svolgimento dei giochi. Evento che, come un vaso di Pandora, ha sollevato timori e dubbi all’intero della scuola, che ha improvvisamente scoperto come tutte le attività extracurriculari non previste dal Miur e dal Coni (giochi sportivi, settimane bianche, uscite sul territorio, ndr), non risultano coperte dall’assicurazione standard, ma necessitano di un’assicurazione integrativa personale.

Nulla di straordinario fin qui, se non che il testo aggiornato relativo alla sopracitata assicurazione, è stato pubblicato sul sito della scuola ieri durante il suddetto consiglio e, più precisamente alle 19,56. Elemento non da poco visto che fino ad allora gli stessi docenti avevano fatto le proprie valutazioni attenendosi ad un vecchio testo del 2012 (l’unico fornito sul portale della scuola, ndr) sul quale a quanto pare, non era comunque garantita la copertura, esponendo quindi gli stessi a rischi non tollerabili.

Di qui la decisione di ben 47 docenti di ritirarsi dalla partecipazione ai giochi sportivi studenteschi, in quanto “non sussistono le condizioni di sicurezza richieste”, così come riportato dalla referente del progetto, che con le lacrime agli occhi ieri leggeva il testo sottoscritto e commentava: “per anni ho dato anima e corpo a questa manifestazione, ma non si può più andare avanti così”.

La tipologia di giochi, la verifica dello stato del campo, l’attrezzatura sportiva specialistica, la logistica sullo svolgimento della manifestazione, ha portato infatti il dirigente scolastico negli ultimi giorni a definire la manifestazione “attività ad alto rischio” e quindi a chiedere ai docenti di “attenersi scrupolosamente alle disposizioni organizzative” ricordando che “i docenti come di consueto sono responsabili della tutela degli allievi e hanno l’obbligo di adattare l’attività didattica alla situazione ambientale e alle attività degli allievi da svolgersi”.

Insomma ieri sera la platea dei partecipanti assisteva impotente ad un acceso dibattito tra un corpo docenti intimorito e angustiato dal carico di responsabilità senza garanzia di copertura assicurativa, e un dirigente scolastico permeato di burocratismo, che si diceva comunque favorevole ai giochi.

E i genitori? Nell’intricato quadro della situazione, ieri pomeriggio c’era chi, invano, cercava di farsi sentire implorando umilmente di trovare un accordo che permettesse ai bambini di realizzare i giochi. Ma purtroppo nessuna soluzione è uscita fuori. Se non l’approvazione dell’ODG, che prevede l’obbligo di integrazione assicurativa individuale per gli alunni che, da questo momento in poi, vorranno partecipare alle attività extracurriculari.

E così l’edizione 2019 dei Giochi sportivi studenteschi sfumerà, dimostrando, come commentava ieri qualche genitore, “il totale fallimento della burocrazia scolastica di fronte all’interesse dei nostri figli”. Aggiungendovi “la beffa alle famiglie che, incitate a pagare in fretta e furia l’assicurazione, non vedranno comunque i loro figli giocare sul campo”.






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