ANNO 7 n° 233
Bengasi Battisti: ''Il profilo Facebook del Comune trasformato in macchina del fango''
12/08/2017 - 10:03

CORCHIANO - Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere comunale Bengasi Battisti:

E' immorale utilizzare un profilo istituzionale e lo stemma della comunità di Corchiano per diffondere falsità con la palese intenzione di colpire esperienze e persone.

Ecco la vera storia della vertenza Comune di Corchiano/Ge.Sta e della sentenza del tribunale presentata impropriamente come causa del dissesto e come prova di malgoverno.

Dopo una regolare gara di appalto in data 06.09.2010 con determinazione dirigenziale veniva affidato il servizio di igiene urbana con metodo di raccolta differenziata porta a porta alla società Ge.Sta per una durata di 5 anni e per un totale di 1.290.727,78 .

La Ge.Sta risultò vincitrice dell'appalto per offerta economica vantaggiosa e per delle offerte migliorative del servizio:

- fornitura di materiali e software per la tracciabilità dei rifiuti al fine di applicare agli utenti la tariffa puntuale basata anche sulla premialità a chi meglio differenzia

- realizzazione di due isole ecologiche

- realizzazione di una pesa automezzi nella isola ecologica di località Pantalone.

In considerazione della mancata realizzazione di quanto previsto nelle offerte migliorative e dei nostri solleciti la Ge.Sta con (comunicazione del 06.09.2013 prot. 1153/13) chiedeva una rimodulazione del contratto al fine di compensare economicamente quanto non realizzato.

Il Comune di Corchiano con delibera di Giunta municipale n.86 del 14.10.2013 accettava la richiesta di rimodulazione e affidava l'incarico all'avvocato Ilaria Micol Riccio , esperta del settore e conoscitrice del capitolato di appalto quale professionista che curò i gli atti della gara , per le necessarie valutazioni economiche.

Nonostante la esplicita richiesta di rimodulazione del contratto la Ge.Sta assumeva un atteggiamento chiaramente ostativo alla trattativa fino a sospendere il servizio di raccolta dei rifiuti determinando una situazione di rischio che raggiunse il massimo in prossimità delle vacanze natalizie 2013.

Per evitare situazioni di rischio per la salute pubblica, in qualità di Sindaco , emisi le ordinanze n. 70 del 27.12.2013 , n.72 del 28.12.2013 e la n. 73 del 24.12.13 per affidare a altra azienda il servizio sostitutivo e successivamente procedemmo alla risoluzione del contratto con la GE.STA. per gravi inadempienze contrattuali.

La delibera di risoluzione del contratto fu impugnata dalla Gesta e il Tar respinse la richiesta di sospensiva considerando legittima la decisione del Comune di Corchiano di risolvere il contratto.

Dopo la sentenza del Tar la Ge.Sta presentò una denuncia contro il sottoscritto (archiviata dalla Procura di Viterbo) e contestualmente si rivolse al Tribunale civile di Roma, quale foro di competenza, presentando le seguenti richieste:

- 372.918 euro per canoni non corrisposti

- 144.448 euro + 484.778 euro per risarcimento danni.

Nella sentenza, che l'attuale amministrazione presenta come disastrosa, il Tribunale di Roma non ha riconosciuto gli oltre 600.000 euro di danni richiesti mentre per i canoni non corrisposti riconosce il credito alla banca Ifis in quanto istituto a cui la Ge.Sta aveva ceduto il credito.

A questo punto è necessario specificare il significato di cessione del credito: ogni azienda titolare di un contratto all'atto della firma di esso può richiedere all'ente appaltatore di potersi far anticipare le fatture per i servizi da un Istituto di Credito.

Chi ha una cessione di credito alla presentazione di una fattura relativa all'appalto ha la immediata liquidazione da parte dell'Istituto individuato nella cessione di credito.

Nel caso specifico la Ge.Sta presentava mensilmente le fatture al Comune di Corchiano, inviava contestualmente una copia di esse alla Banca Ifis che immediatamente liquidava.

Risulta palesemente falso quanto comunicato dall'attuale amministrazione che la banca Ifis avrebbe rilevato il credito dopo il fallimento Ge.Sta (operazione non prevista da alcuna normativa).

Pertanto la sentenza in questione ha riconosciuto la legittimità delle azioni del comune di Corchiano non riconoscendo il danno di oltre 600 mila euro richiesto dalla Ge.Sta.

Il Comune è stato però condannato a rimborsare alla banca Ifis quanto anticipò alla Ge.Sta in forza della cessione di credito prevista nel contratto con il Comune di Corchiano.

Il Comune purtroppo non potrà rifarsi per ora sulla Ge.Sta per le opere non realizzate e previste nel contratto, in quanto la stessa ha dichiarato fallimento.

Il Comune per questo dovrà aprire una vertenza con il curatore fallimentare.

Ecco la verità alla quale devo aggiunge una importante precisazione: i cittadini di Corchiano non hanno pagato le tasse per quei canoni non erogati alla Ge.Sta e lo vedremo quando finalmente la Giunta Municipale pubblicherà quei misteriosi riaccertamenti dei residui 2014 e 2015 che avrebbe dovuto approvare prima del dissesto finanziario.

Il distorto racconto della sentenza è stato utilizzato per gettare fango e nulla ha a che fare con ''il dissesto finanziario'' del Comune di Corchiano che è stato pianificato con cinica indifferenza per colpire una straordinaria esperienza di libertà della nostra comunità.

Il sindaco e in particolare il Vicesindaco e assessore al bilancio, quale componente della Giunta Comunale di Corchiano anche nel periodo della vertenza in questione, conoscono molto bene i particolari della vicenda e raccontarla in modo distorto e strumentale è una ulteriore prova di un frettoloso e premeditato dissesto voluto per colpire persone e esperienze.

Non riuscirete comunque a uccidere l'orgoglio di una Comunità, che a testa alta e con un diffuso riconoscimento, ha affermato con evidente efficacia diritti e legalità e praticato azioni di tutela dell'ambiente e dei beni comuni.

Bengasi Battisti
Consigliere comunale







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