ANNO 8 n° 228
Bene confiscato
alla mafia diventa sede
di un progetto sociale
Ieri la presentazione alla Camera
da parte di Alessandra Terrosi
18/12/2014 - 11:02

NEPI - Agricoltura biologica, servizi socio-riabilitativi, progetti di integrazione. E, nelle intenzioni del Comune di Nepi, anche un istituto agrario. Tutto all’interno di un bene confiscato alla mafia, situato all’interno del territorio comunale, di circa 5 ettari e con vari stabili da ristrutturare.

Il progetto è stato presentato nel pomeriggio di mercoledì 17 dicembre nel corso di un incontro che si è tenuto a Roma nella sala stampa della Camera dei Deputati.

A spiegare il senso dell’iniziativa l’onorevole Alessandra Terrosi, membro della Commissione Agricoltura. Con lei il sindaco di Nepi Pietro Soldatelli, Andrea Spigoni (presidente della cooperativa Alice, una delle quattro assegnatarie del bene), Franco Chericoni (dirigente scolastico dell’istituto Midossi di Civita Castellana) e Ferdinando Secchi di Libera, associazione contro le mafie. Presenti anche l’onorevole Alessandro Mazzoli, il consigliere provinciale Alessandro Angelelli e il consigliere comunale nepesino Moraldo Adolini, che ha seguito da vicino tutta la vicenda e ne ha ripercorso le tappe.

Alessandra Terrosi si è detta orgogliosa di presentare un progetto come ''Crocevia: agricoltura sociale, cooperazione, inclusione e legalità'' che, nel territorio della provincia di Viterbo, sarà veicolo di diffusione di legalità e di contrasto alle attività della mafia.

''Il progetto coniuga temi che ruotano attorno all'agricoltura: il metodo biologico di produzione, l'inserimento di persone disagiate, il rapporto di scambio diretto con il territorio''. ''Ricordo che uno dei temi dibattuti in commissione è stato proprio quello dell'agricoltura sociale e il relativo progetto di legge è stato approvato in prima lettura alla Camera ed è attualmente al vaglio del Senato'', ha spiegato Alessandra Terrosi.

Soldatelli, invece, dal canto suo, ha ricordato come l’assegnazione di un bene mafioso ad un’amministrazione rappresenti un bel segnale per il territorio, come a dire ''che da queste parti la criminalità non attecchisce. Ora dobbiamo lavorare affinché il bene sia al più presto fruibile''.

Andrea Spigoni è entrato più nel dettaglio: ''L’obiettivo - ha spiegato - è quello di realizzare un’azienda agricola sociale a conduzione biologica, nella quale attuare sia attività riabilitative e formative, sia attività per sostenere e promuovere l’integrazione sociale e lavorativa di persone in situazione di disagio. Questo lo faremo realizzando un programma di agricoltura sociale ed è molto stimolante, peraltro, l’idea che ci possa essere un istituto agrario a fare da supporto a tutte le iniziative''. Idea che - come ha ricordato Chericoni - è stata subito sposata dal Midossi ma che - parole del consigliere Adolini - ''potrà essere realizzata solo con un lavoro di squadra anche perché deve passare il vaglio della programmazione regionale''.

La multifunzionalità dell’agricoltura, infatti, permette di realizzare percorsi terapeutici, riabilitativi, formativi, di integrazione e recupero sociale, di tirocini lavorativi a favore delle fasce deboli. Partner del progetto sono l’impresa agricola sociale Fattorie Solidali (capofila del progetto) e le cooperative sociali Alice, Gea e Punto e a capo.






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