ANNO 8 n° 291
Basta un gol a scaldare il gelido Rocchi
Ci pensa Vandeputte, nella fredda domenica, a scacciare il pericolo Olbia
10/12/2017 - 16:27

VITERBO - (f.c.) Il gelo attacca le gambe dei giocatori di Viterbese e Olbia che rimangono ibernati per una buona porzione di primo tempo. La lentezza fa da padrona e le occasioni da goal latitano da entrambe le parti del rettangolo verde. Nessuna delle due compagini aiuta i pochi tifosi presenti sugli spalti a scaldarsi.

Gli uomini di Stefano Sottili non creano nulla e, l'Olbia, si limita a difendere le avanzate prive di idee. L'unica occasione, però, è ben sfruttata dai gialloblu: nell'ultimo minuto di recupero, infatti, la difesa ospite si perde le marcature. Il tiro di Razzitti si infrange sul portiere e la respinta viene afferrata dal belga Vandeputte che non sbaglia e manda i compagni più contenti negli spogliatoi. La prova di maturità è anche questa: un'occasione, un goal.

Ma potrebbe non bastare e, il secondo tempo, ha come obiettivo la chiusura del match. Invece, dopo quasi 30 minuti di gioco, anche i padroni di casa iniziano a sbagliare e abbassano nuovamente i ritmi della gara senza rischiare nè incidere. A una decina di minuti dalla fine il brivido non è solo dovuto al freddo: parte un tiro verso la porta che viene miracolosamente parato da Iannarilli.

Vale un goal. Ma l'esultanza viene interrotta da Mendez che, richiamato in panchina, risponde a Stefano Sottili. Ne nasce un diverbio che fa male allo spogliatoio e a chi crede nel gruppo unito che ha ritrovato la giusta strada. Il giocatore, sostituito da Bismark, torna dritto e arrabbiato sotto la doccia. Dall'80' in poi l'Olbia dichiara guerra agli avversari e l'estremo difensore viterbese è chiamato agli straordinari.

Svetta sugli attaccanti, smanaccia e allontana le minacce: è proprio l'ex laziale uno dei migliori in campo. Ma da solo non può allietare la sofferenza. E' un assedio e i gialloblu non riescono a superare la propria metà campo sotto i tiri di Ragatzu e compagni. I due minuti di recupero sono al cardiopalma e il triplice fischio finale è una liberazione.





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