ANNO 9 n° 167
Ass. Lago Bolsena, precisazioni riguardo il comunicato della Coldiretti
07/06/2019 - 09:36

BOLSENA - Su alcune testate giornalistiche on line pubblicate il 3 Giugno, abbiamo letto le dichiarazioni della Coldiretti su quella hanno definito una “fantomatica e ridicola guerra alle nocciole”. Dato che i noccioleti godono di cospicui incentivi, la Coldiretti appare come parte interessata: tutte le sue dichiarazioni in merito vanno attentamente filtrate rivedute interpretate e corrette al fine di offrire ai lettori una completa e corretta informazione.

Coldiretti afferma che “I dati qualitativi del Lago di Vico parlano chiaro, non esiste più inquinamento da coltivazione della nocciola e la balneabilità è totale e perfetta“. In questa frase ci sono due inesattezze per non dire peggio: la prima inesattezza è che la “perfetta balneabilità” dipende principalmente dalla presenza o meno di batteri fecali provenienti dagli scarichi urbani, il buono stato della balneazione non dimostra affatto che la coltivazione della nocciola non “eutrofizza” il lago di Vico.

La seconda inesattezza si riferisce ai dati qualitativi ufficiali, ossia dell’ARPA. Quelli si parlano chiaro, e certificano per il lago Vico uno stato qualitativo “sufficiente”, mentre, secondo la normativa, lo stato qualitativo avrebbe dovuto essere migliorato a “buono” dall’anno 2015. Nel lago di Vico è in atto un processo di eutrofizzazione che Coldiretti preferisce minimizzare per seminare dubbi sulle ordinanze contrarie ai noccioleti emesse dai comuni attorno al Lago di Bolsena. Da una intervista recentemente pubblicata, rilasciata dal Prof. Giuseppe Nascetti, cattedratico dell’Università della Tuscia, che da venti anni effettua monitoraggi fisici e chimici sul lago di Vico, riportiamo quanto segue:

“I rapporti sullo stato delle acque, definite eccellenti, si riferiscono allo stato di balneazione che è tutt’altra cosa rispetto al livello trofico del bacino. Sono anni che mi batto con tutto me stesso per sottolinearlo, ma in tanti sembrano fare orecchie da mercante. Il rapporto tra fosforo e azoto, quello per intenderci che fa fiorire l’alga rossa, vero flagello del bacino viterbese, perché altamente tossica, è ancora sopra 10, parametro limite, ciò significa che il lago è ancora in uno stato comatoso … riproporre a Bolsena una monocoltura come quella di Vico è un’idiozia.”

La diversità di azione adottata dai Sindaci dei due laghi si spiega in modo molto semplice: i Sindaci del lago di Vico tutelano i loro noccioleti, presenti da molti anni, e che non possono essere estirpati, anche se producono danni ambientali; i Sindaci del lago di Bolsena, in armonia con i cittadini, tutelano il loro lago in una ottica di sviluppo turistico, di agricoltura ecosostenibile e di pesca professionale. Non vogliono i noccioleti per non fare la fine del lago di Vico. Sono valutazioni strategiche diverse giustificate dal fatto che la situazione economica e idrogeologica è diversa.

Coldiretti riferisce nel suo articolo che la coltivazione del nocciolo ricopre “solo” il 14 % delle aree coltivate nella Tuscia. E vi sembra poco? Non osiamo immaginare che accadrebbe se questo 14% fosse concentrato nei bacino idrogeologico del lago di Bolsena, solo perché “vocato”. Ecco un’altra inesattezza: il lago di Bolsena non è “vocato” ai noccioleti per il fatto che non può sostenere ulteriori prelievi acqua irrigua e ulteriori aggiunte di fertilizzanti agricoli (tradizionali o biologici). La vigente normativa impone una tempestiva riduzione di questi due fattori degradanti ad evitare di incorrere in una imbarazzante procedura di infrazione ambientale comunitaria.

 






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