ANNO 9 n° 348
Arena tuona contro Anas e il Demanio: ''Rimuovete i rifiuti da strada Riello!''
Il sindaco ha firmato un'ordinanza per il ripristino dello stato dei luoghi
06/08/2019 - 07:00

 

VITERBO - (a.v.) Il sindaco Arena tuona contro Anas e il Demanio dello Stato: ''Rimuovete subito i rifiuti abbandonati da strada Riello!''.

Parliamo della via sterrata che costeggia la tangenziale e collega l'area termale del Bullicame con la nuova zona universitaria e il palazzo di giustizia. Un paesaggio rurale dove i villini di campagna e le grotte etrusche coesistono con i cumuli di rifiuti disseminati ai lati della strada dagli incivili.

La principale discarica abusiva si trova all'altezza della rampa di accesso al sovrappasso della superstrada. Un immondezzaio – visibile anche su Google Maps – in cui è possibile trovare ogni genere possibile di scarto: dal materiale di demolizione allo sfalcio di potature, dai sacchi di umido ai pannelli in legno di un armadio. E poi ancora bottiglie di detersivo e shampoo, pneumatici e lavandini. Ci sono anche delle infradito. Qualcuno ha lasciato pure un bambolotto giocattolo.

L'amministrazione ha ricevuto nel corso del tempo svariate segnalazioni e ha effettuato diversi sopralluoghi sul posto. Ma nonostante i vari controlli non sono emersi elementi utili per individuare i responsabili degli abbandoni che rimangono tuttora ignoti. Questa volta, però, Arena pare deciso a risolvere il problema una volta per tutte.

Con un'ordinanza del 25 luglio, infatti, il primo cittadino ha ordinato al proprietario dell'area – il Demanio dello Stato/Area Strade – e al concessionario – Anas Spa – la rimozione e l'avvio a smaltimento di tutti i rifiuti presenti entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento. Il sito, inoltre, dovrà essere recintato entro 20 giorni per impedire ulteriori abbandoni. Altrimenti, si legge nel documento, ''si procederà all'applicazione dell'art. 255 del C.P. fatta salva l'integrazione di più grave fattispecie di reato, oltre che dei normali provvedimenti amministrativi previsti dalla normativa vigente''.

L'ordinanza ad oggi (5 agosto, ndr) non è stata ancora eseguita. 







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