

di Alessia Serangeli
VITERBO – Un vecchio fidanzatino “scippato” e vecchi rancori. I fumi dell’alcool e la violenza. La corsa in ospedale, infine.
Dopo il ragazzino pestato dal branco il 21 febbraio scorso, un altro gravissimo episodio di violenza tra adolescenti si è verificato ieri l’altro nella città delle ceramiche, lì dove era in corso la tradizionale sfilata di carri allegorici del martedì grasso.
Proprio come era stato per il diciottenne – che per i calci e i pugni incassati aveva riportato gravi lesioni in varie parti del corpo – anche in questo caso teatro della rissa è stata piazza della Liberazione.
Il fatto. Era appena terminata la parata di maschere, quando due ragazze e due ragazzi – uno dei quali minorenne – si sono azzuffati, dandosele di santa ragione. Richiamati dalla baraonda, “siamo subito intervenuti”, hanno spiegato i carabinieri del capitano Stefano Leuzzi, sul posto per un ordinario servizio di ordine pubblico.
“Abbiamo incontrato non poche difficoltà a dividere i quattro”, hanno ammesso, sottolineando: “Le due giovani, in particolare, si sono letteralmente accapigliate e non volevano saperne di demordere dai loro intenti di giustizia personale”.
Riusciti a sedare la lite, gli uomini dell’Arma hanno condotto i quattro giovani in caserma, dove si è scoperto il motivo di tanto accanimento. “Vecchi rancori e gelosie sentimentali”, hanno riferito.
Sciocchezze, tradotto in termini spiccioli, capaci però di scatenare tanta violenza.
Il precedente. Altrettanto futili i motivi che avevano spinto il branco a picchiare il diciottenne finito in ospedale e refertato con una prognosi di trenta giorni (salvo complicazioni). Il giovane, ubriaco anche lui, aveva fatto avances ad una ragazza che non aveva gradito tanto da spingerla a chiedere aiuto ad un gruppo di amici, subito accorsi per difenderla. Dalle parole grosse all’aggressione vera e propria il passo era stato breve: il branco aveva iniziato a sferrare calci a ripetizione lasciando il diciottenne inerme sul selciato. Fino all’intervento di un carabiniere fuori servizio che aveva richiesto rinforzi. Un giovane era finito in manette pochi istanti dopo, mentre altri due erano stati rintracciati successivamente grazie alla ricostruzione di alcuni testimoni e denunciati a piede libero. All’appello ne mancano ancora due (forse tre) e le ricerche sono tuttora in corso.
Si sono concluse con tre arresti e una denuncia a piede libero (a carico del minorenne), invece, le indagini sulla rissa che ha coinvolto i quattro ragazzi. Tutti medicati anche loro in ospedale e refertati con prognosi che vanno dai tre ai cinque giorni per le lesioni riportate.