ANNO 9 n° 341
''All'Unitus un milione di finanziamento in più rispetto all'anno scorso''
Il rettore: ''Primo ateneo del centro sud, decimo in Italia'' Ubertini fa anche il punto sull'ex caserma di vigili del fuoco
26/11/2019 - 17:07

VITERBO – L’Università della Tuscia si è posizionata al decimo posto, per il miglioramento ottenuto rispetto all’anno precedente, degli atenei che hanno avuto accesso al fondo di finanziamento ordinario (Ffo) delle università e al primo tra gli atenei del centro sud. Lo ha detto il neo rettore, Stefano Ubertini, che insieme al direttore Generale Gianluca Cerracchio ha commentato i risultati pubblicati sul Miur.

L’Università della Tuscia ha ottenuto per il 2019 un finanziamento complessivo di circa 44 milioni di euro. Al netto poi dei finanziamenti dei dipartimenti di eccellenza, l’ateneo ha ottenuto circa 1 milione di euro in più rispetto all’anno precedente, di cui 400mila euro relativi al piano straordinario dei ricercatori che verranno assunti tra pochi giorni.

Un risultato – è stato detto - dovuto agli eccellenti risultati ottenuti dagli indicatori di performance che sono utilizzati ai fini del finanziamento.

Il rettore Ubertini ha spiegato che il Ffo si compone di tre quote: la quota storica che si basa su quanto riceveva l’ateneo negli anni passati, quella base è in riferimento al numero degli studenti iscritti all’ateneo e poi la quota premiale che si basa sulle prestazioni dell’ateneo in termini di ricerca e di didattica. Il miglioramento dell’Ateneo si è registrato su due fronti: l’aumento dei studenti regolari e la quota premiale dove l’Unitus è il decimo ateneo in Italia per finanziamento ottenuto.

Ma la conferenza stampa è stata anche l’occasione per fare il punto sui progetti dell’Università sull’ex caserma dei vigili del fuoco parte dell’Università.

''Siamo pronti pronti a partire – ha Ubertini – affinché le scelte politiche diventino realtà. La parte burocratica richiederà i suoi tempi. Nel bilancio preventivo, che dovrà essere approvato a fine mese dal cda, ho fatto una proposta. L’impegno dell’Università si dovrebbe aggirare tra i 250-300mila euro l’anno per i prossimi tre anni. Cosa diventerà vedremo. Sicuramente abbiamo a disposizione aule più grandi per i corsi più numerosi. Qui c’è tutta l’area umanistica. Una delle proposte in gioco era che diventasse un polo umanistico ma non ho avuto modo di parlarne con gli organi. Con loro decideremo qual è la modalità migliore. Si parla di circa 3000 metri quadrati in più che significa aule, spazi per studiare, spazi di condivisione con la città''.






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