ANNO 8 n° 294
Alghe tossiche nel lago di Vico?
''Nessuna responsabilità dei sindaci''
Assolti con formula piena Massimo Sangiorgi e Alessandro Cuzzoli, ex primi cittadini di Ronciglione e Caprarola
11/10/2018 - 07:04

RONCIGLIONE - Massimo Sangiorgi e Alessandro Cuzzoli assolti con formula piena da tutte le accuse. Ieri la seconda e ultima sentenza che ha messo la parola fine alla lunga vicenda giudiziaria che ha visto gli ex sindaci di Ronciglione e Caprarola protagonisti: secondo la Procura, negli anni del loro mandato, non evitarono in alcun modo l’inquinamento del lago di Vico e soprattutto non fecero nulla per limitare l’uso di veleni e fitofarmaci nei noccioleti sulle sponde dello spettro lacustre. Da qui le accuse di disastro ambientale e omissione di atti di ufficio, da cui però il collegio di giudici presieduto dal dottor Gaetano Mautone li ha assolti.

Già a maggio scorso, la prima grande soddisfazione. Seppur a metà. La sentenza di assoluzione dall’accusa di disastro ambientale. Non ci fu alcun avvelenamento. O meglio, nessuna loro responsabilità per quanto riguarda la situazione dell’acqua del lago di Vico che negli anni ha registrato la continua e sempre maggiore presenza di alghe. All’udienza del 9 maggio scorso si archiviarono così ''i due più importanti e consistenti capi di imputazione'', avevano commentato con soddisfazione i legali dei due ex primi cittadini, Luca Chiodi e Alessandro Stella.

Ieri la chiusura anche del secondo capo di imputazione a carico dei due primi cittadini di Ronciglione e Caprarola tra il 2007 e il 2011: nessuna omissione di atti d’ufficio. Non solo non avrebbero potuto fare niente per quell’inquinamento, ma fecero tutto quello che era nelle loro possibilità.

Ordinanze cautelative. Opere di ammodernamento degli impianti. Trattamenti di potabilizzazione dell’acqua. E collaborazioni con l’Istituto Superiore della Sanità per un aiuto concreto nella lotta all’arsenico e alle alghe rosse.

Da qui l’assoluzione con formula piena da parte del collegio, nonostante la richiesta di condanna da parte del pubblico ministero Franco Pacifici che per i due imputati aveva richiesto 8 mesi di arresto ciascuno.

''Alla base della prima sentenza di assoluzione c’era una motivazione forte e cristallina: l’acqua del lago di Vico era di ottima qualità e non rappresentava in alcun modo un pericolo per la salute umana. E non siamo stati noi a dirlo ma esperti periti venuti a testimoniare in aula - hanno concluso i legali, tra la gioia dei loro assistiti - finalmente oggi abbiamo avuto giustizia''.

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