ANNO 7 n° 347
Agnelli sgozzati, il video shock nella Tuscia
Il filmato di Animal Equality è stato registrato con telecamere nascoste
05/12/2017 - 17:30

VITERBO - Agnelli lanciati come sacchi della spazzatura, presi a calci, sgozzati ancora coscienti, gonfiati con un compressore per separarne la pelle dai muscoli e poi lasciati ad una lenta agonia per svariati minuti. Sono queste le terribili immagini di un video shock girato dall'associazione Animal Equality all'interno di un mattatoio di ovini e caprini della Tuscia (Clicca QUI  per vedere il filmato - ATTENZIONE, LE IMMAGINI POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITA' -) . 

Il macello oggetto dell'inchiesta di Animal Equality - associazione internazionale no profit che dal 2006 si batte per la causa animalista - è uno dei 200 impianti in Italia in cui, su specifica deroga, è consentito macellare animali senza prima stordirli. Una pratica crudele che i volontari dell'associazione vogliono portare all'attenzione dell'opinione pubblica e dei legislatori attraverso una petizione online.

Le immagini del filmato, registrate con le telecamere (nascoste) nel mattatoio viterbese, sono strazianti. Gli animali, una volta scaricati dai camion, vengono  ammassati uno sopra l'altro, presi a calci e lanciati violentemente per aria dagli operatori che poi li trascinano per la zampe - e anche per le coda - all'interno del mattatoio. Le povere bestiole, visibilmente spaventate,  vengono poi appese ai ganci e macellate, senza però che siano prima stordite con l'apposita pinzetta. 

''La macellazione senza stordimento - fanno sapere da Animal Equality - è ancor oggi permessa da un regolamento europeo (CE 1099/2009) che prevede una deroga allo stordimento per i metodi prescritti da riti religiosi. Risulta però evidente come i macelli a cui è concessa tale deroga tendano ad abusarne in modo scellerato, causando agli animali inutili e protratte sofferenze''.

''Questo atteggiamento disumano - spiegano -  è incentivato sia dall'assenza di controlli severi, sia dalla mancanza di conseguenze penali concrete per maltrattamento animale: al momento esistono solo sanzioni amministrative per chi viola le prescrizioni sulle procedure di macellazione, che nei casi più gravi prevedono una pena pecuniaria del tutto irrisoria di € 6.000''.

''Con questa inchiesta Animal Equality Italia lancia una petizione su scala nazionale rivolta al Parlamento italiano - continuano -, in particolare ai Ministri Maurizio Martina e Beatrice Lorenzin, affinché siano introdotte al più presto norme incriminatrici per il maltrattamento degli animali durante le fasi di stordimento e abbattimento e perché venga rinforzato il sistema di controlli atti a identificare e denunciare qualunque forma di violazione. A tal fine, viene richiesta anche l'installazione obbligatoria di telecamere a circuito chiuso in tutte le strutture di macellazione''.

''La petizione domanda inoltre che venga abolita, in via graduale ma definitiva, qualunque forma di deroga allo stordimento, seguendo l'esempio di Stati membri come Svezia, Danimarca, Polonia e Belgio - concludono - che già si sono impegnati in tal senso''.







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