ANNO 10 n° 57
Ad Oriolo Romano Fratelli d'Italia ricorda il dramma delle foibe
11/02/2020 - 10:12

ORIOLO ROMANO - Un mazzo di fiori accompagnato da un volantino deposti sotto il monumento ai caduti.

E`l'omaggio che il Circolo Fratelli d'Italia di Oriolo Romano ha deciso di dedicare alle vittime della tragedia delle foibe e dell'esodo degli italiani Giuliano-Dalmati costretti a lasciare le loro terre per le mire espansionistiche Jugoslave.

'In occasione della giornata del ricordo (10 Febbraio), intendiamo ricordare le centinaia di migliaia di Italiani che negli anni drammatici tra il settembre 1943 e fino a tutto il 1946, persero la vita in territori controllati dai comunisti, e che in gran parte, vennero gettati (molti ancora vivi) dentro le voragini naturali disseminate sull'altipiano del Carso, denominate foibe'. -Dichiara Gabriele Caropreso coordinatore locale di FDI, da sempre in prima linea per salvaguardare la memoria su questa drammatica vicenda storica, che aggiunge- 'E' vergonoso come questo massacro fu tenuto nascosto volutamente per decenni dalla storiografia ufficiale e dai libri di testo.

Come al solito nel nostro comune non sono previste da parte dell' amministrazione comunale a guida PD, iniziative ufficiali per ricordare questa immane tragedia, nonostante i nostri solleciti nel corso degli anni e quindi ancora una volta sta a noi e solo a noi tener viva la memoria. Evidentemente per qualcuno esistono morti di serie A e altri di serie B.

Eppure con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, e' stata istituita dallo Stato il giorno del ricordo, una solennita' civile-nazionale che per legge viene celebrata dalle massime autorita' politiche e culturali italiane con una cerimonia solenne nel palazzo del Quirinale al cospetto del Presidente della Repubblica, che conferisce le onorificenze alla memoria ai parenti delle vittime'.

Nella nota il circolo territoriale afferma: 'Il 10 febbraio é la giornata del ricordo dei martiri delle Foibe, una giornata dove tutti gli italiani sono chiamati a ricordare il genocidio perpetrato dai partigiani comunisti del maresciallo Tito, sui nostri fratelli dell' Istria e della Dalmazia. Oggi più che mai deve essere vivo il ricordo di quella tragedia che ha colpito più di ventimila italiani, cui colpa era solo quella di essere italiani stessi. Molti accusati senza motivo di essere dei fascisti furono gettati nelle foibe con una barbaria inaudita, bambini e donne torturati e uccisi senza il minimo rimorso da criminali che la storia ha condannato. Per non parlare dell' esodo forzato di 350.000 nostri fratelli Istriani, Dalmati e Giuliani costretti a lasciare le proprie case.

Una certa parte della sinistra italiana continua ancora oggi a negare il ricordo e la tragedia di questi italiani e fa ribrezzo pensare che in molte città italiane ci siano ancora delle vie intitolate al criminale Tito. Il Presidente della Repubblica bene ha fatto a condannare negazionisti e revisioni storiche, ma ora dovrebbe lanciare un monito ai comuni per levare quelle targhe della vergogna che portano il nome di colui che stato un carnefice del popolo italiano.

Solo grazie all' impegno dell'allora Governo di centrodestra, il 10 febbraio di ogni anno si ricorda la tragedia delle Foibe. Questo è stato un grandissimo passo in avanti di civiltà e rispetto per le migliaia di vittime che il comunismo ha prodotto anche in Italia.

Ogni anno assistiamo a livello nazionale, ad atti di vandalismo da parte di militanti di sinistra nei confronti di monumenti o luoghi della memoria, un clima di nostalgia che ci ricorda quanto lo spettro del comunismo militante sia ancora vivo. L' Italia ha il sacrosanto dovere di ricordare e di non dimenticare cosa sia stata l'ideologia comunista ma, nonostante questo, ancora oggi ci sono partiti politici che nei loro simboli riportano la falce e il martello calpestando ogni giorno la memoria di tanti italiani barbaramente uccisi'.

Il circolo territoriale poi conclude: 'Crediamo pertanto che un mazzo di fiori è un piccolo ma doveroso omaggio a quelle vittime, per tenere vivo il ricordo del loro sacrificio e della loro fede ad una bandiera e per non abbassare mai la guardia della memoria storica nei confronti di quei morti, augurandoci che l'onestà morale, intellettuale e politica prevalgano sempre, anche per costruire un futuro più giusto e migliore'.






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