ANNO 10 n° 48
Acqua, il Consiglio non revoca gli aumenti
Respinta la proposta di Luisa Ciambella contro il voto all'assemblea Ato. ''La Talete non può fallire''
14/02/2020 - 06:49

VITERBO - Nessuna revoca del voto espresso dal Comune di Viterbo a favore dell’aumento delle bollette dell’acqua all’assemblea Ato di fine dicembre. Con un ordine del giorno presentato ieri, Luisa Ciambella ha chiesto che il consiglio ribadisse la decisione che impegnava il sindaco a opporsi a ogni ipotesi di rincaro delle tariffe. Salvo che poi si verificasse il contrario. Questo invece il risultato: ventuno voti sfavorevoli su 22, escluso quello di Ciambella.

Il capogruppo del Pd ha aperto la seduta analizzando in un lungo e largo i punti più caldi del ''dossier'' Talete (dagli aumenti alle assunzioni, dai dubbi sulle procedure per alcune progressioni interne all’acquisto dei software gestionali). Un Consiglio la cui regolarità è stata invece messa in dubbio dal consigliere Barelli, per aspetti relativi alla modalità con cui si è arrivati alla convocazione della seduta: ''Si rischia un precedente', ha esclamato l'esponente di Forza civica.

''Oggi si è deciso di galleggiare, la politica ha deciso di non decidere – ha commentato Ciambella -. Si è cercato anche di spostare l’oggetto della discussione sui tecnicismi. Sembrava si trattasse di una discussione fraudolenta e illegittima, cosa che non era. Dopo che è stato disatteso il voto espresso all’unanimità a novembre dal Consiglio, c’era bisogna invece di leggere le carte, di approfondire. Quel documento votato all’unanimità dimostra oggi tutta la sua ipocrisia: metteva d’accordo tutti, ma non ha risolto nulla. Ma a questo punto mi scuso, ho capito che è più carino dire che qualcuno vuole minare la credibilità della Talete”.

Respinta anche la proposta di ''costruire insieme agli altri sindaci più lungimiranti, (magari chiedendo un supporto tecnico anche al Ministero dell’Ambiente) un modello di gestione nuovo che garantisca il servizio pubblico integrato, garantisca l’acqua alle nuove generazioni, proietti la nostra provincia in tema di servizio idrico a guardare al futuro”.

“La colpa di questa situazione è del Pd – ha contestato Massimo Erbetti (M5s) -. Sarebbe bastato applicare la legge regionale 5 del 2014 e non saremmo arrivati al punto in cui siamo oggi. E’ chiaro che la società non possa fallire: si tratta di una società del Comune, ci sono dei dipendenti che dobbiamo tutelare. Nel momento in cui si prendono i libri e si portano in tribunale non avremmo più nessun controllo''. Erbetti ha poi criticato il fatto che nell’ordine del giorno di Ciambella si parlasse di costituire un tavolo con le associazioni dei consumatori, senza parlare dei comitati per l’acqua pubblica. ‘''Voto no - ha tagliato corto il consigliere del Movimento 5 Stelle – perché non riconosco la validità del voto espresso dal Comune in sede Ato”.

Simile la posizione di Giacomo Barelli: ''Talete non deve morire. C’è una specie di ossessione della politica su questa società. Sembra che l’unico interesse sia quello di battagliarci sopra. Ma attenzione, perché c’è il rischio che così facendo ci muoia tra le mani e che a pagarne le conseguenze sia ancora una volta i cittadini. L’acqua nelle case qualcuno ce la deve portare…'', ha concluso Barelli evocando in casi estremi l’arrivo dei privati.

Per la Lega è intervenuto Andrea Micci, per cu la soluzione sarebbe quella di ''creare un Ato unico regionale, in questo modo i costi della distribuzione acqua sarebbero spalmati su numero utenti maggiore''.

''La parola fallimento va bannata da questo Consiglio – ha aggiunto dal canto suo Paolo Bianchini di FdI -. La legge 5 potrebbe essere una soluzione, ma il problema resta sempre uno: i soldi chi ce li mette?'': Bianchini ha poi proposto la nomina di un organo tecnico comunale che faccia da supporto a Talete per analizzare il budget e per il piano industriale.

Quasi disilluso Gianmaria Santucci (Fondazione): ''Con Giulio Marini abbiamo partecipato a decine di consigli su Talete. La verità è che il sindaco di Viterbo non ha nessun potere propulsivo. Gi unici interventi risolutivi possono arrivare solo dalla Regione''.

''Nessuno vuole far fallire Talete - ha concluso Ciambella rispondendo alle varie critiche - ma attivare un percorso diverso. Vogliamo avviare un percorso che vuole includere, lavorare insieme, invece mi si risponde facendo spallucce. In passato sono stati commessi degli errori, li sto riconoscendo, sebbene non dipendessero da me. Se neanche questo è sufficiente a rompere la congiura del silenzio davanti a una vicenda come questa, allora sindaco non interverrò più e le faccio l’in bocca al lupo''.






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