ANNO 8 n° 230
''A Viterbo numeri troppo alti per l'accoglienza''
I candidati Contardo e Mancinelli criticano il Governo sugli sbarchi
13/02/2018 - 18:56

Riceviamo e pubblichiamo da Contardo-Mancinelli

VITERBO - Droga, e ora accoltellamenti, risse, rapine. Siamo veramente stanchi di vedere il ripetersi continuo di certi episodi nella splendida cornice di Prato Giardino, parco pubblico nel cuore della città costantemente sulle pagine dei giornali per essere diventato teatro privilegiato dello spaccio di droga a cielo aperto. E non solo. È di oggi la notizia della denuncia da parte dei poliziotti della squadra mobile e della squadra volante della questura di Viterbo di un minorenne egiziano e di due pakistani di 29 e 22 anni, “tutti richiedenti asilo e ospitati nel capoluogo e in provincia, per lesioni aggravate ai danni di un 29enne pakistano richiedente asilo e ospitato a Viterbo che avrebbero rapinato, pestato e accoltellato”. È una vergogna non più tollerabile che spazi urbani, come lo storico parco pubblico, che dovrebbero essere destinati alla fruizione dei cittadini, quale aree comuni dove trascorrere il tempo libero e rinsaldare i legami di una comunità civile, siano, invece, diventati off limits per la gente perbene per il rischio di incappare in situazioni al di fuori della legge o, peggio, essere coinvolti in episodi di violenza. Avvenimenti che, ci dispiace constatare, stando alle notizie riportate dalla stampa e dai comunicati della Questura, vedono spesso il coinvolgimento di stranieri, alcuni dei quali richiedenti asilo, ospitati in alcuni centri di accoglienza del viterbese. Riteniamo non sia questo il comportamento da tenere da parte di chi arriva nel nostro Paese alla ricerca di una prospettiva di vita migliore. Ma, a parte questo, ci preoccupa fortemente il crescente allarme sociale che ci sembra di percepire tra la popolazione di una provincia che non sembra più tranquilla come una volta. Per questo motivo, nei prossimi giorni, come candidati alla Camera dei Deputati nella lista Lega – Salvini premier chiederemo un incontro al Prefetto per avere notizie sulla sicurezza del territorio, tema per noi fondamentale, e ai flussi migratori. In merito a quest’ultimo punto siamo incuriositi dal fatto che mentre il governo Gentiloni sbandiera la riduzione degli sbarchi, a Viterbo la rete dell’accoglienza continua ad aumentare con un numero di posti messi a gara che è arrivato a 1609, rispetto alle 1467 unità assegnate con delibera del 24 marzo 2017. Un incremento di quasi 150 posti in un anno. Un numero che, senza contare gli stranieri che potrebbero essere usciti dalla rete di accoglienza, restando sul territorio, oramai viaggia oltre il 5 per mille rispetto alla popolazione residente e che, secondo noi, non può permettere un’integrazione equilibrata, senza il rischio di innescare pericolose tensioni sociali, anche in considerazione della inarrestabile crescita che il numero di richiedenti asilo sta registrando sul nostro territorio. L’Italia ha il dovere di accogliere, ma con la Lega al governo, questo avverrà con regole e condizioni ben precise, nonché un ferreo controllo su chi sbarca, soprattutto se senza documenti, in modo da assicurare la protezione internazionale a chi ne ha diritto, e allo stesso tempo espellere le oramai centinaia di migliaia di migranti che non hanno titolo per stare in Italia, e che purtroppo, alcune volte, non trovano migliore occupazione che delinquere. Favorire un’immigrazione regolare e compatibile con i limiti di accoglienza di un paese, è una scelta di buon senso oltre che di rispetto non solo verso il migrante, ma anche, doverosamente, verso la popolazione ospitante, le cui esigenze, a nostro avviso, sembrano relegate sempre di più ad un ruolo del tutto marginale nell’ambito di un’attività, quella di accoglienza, gestita da privati. Non a caso nel programma della Lega di Matteo Salvini è previsto, tra le altre cose, la gestione dei centri di accoglienza da parte delle Regioni e non con affidamento a privati, in specie cooperative. In ogni caso ci dovrà essere trasparenza nella gestione dei centri di accoglienza, rendicontazione delle spese e controllo rigoroso degli ospitati, con la tenuta aggiornata dei registri degli ospiti.

 






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