ANNO 3 n° 140
A Leo Gullotta il Premio Fescennino d'Oro
21/07/2012 - 18:04

VITERBO - Successo straordinario per la serata che si è svolta ieri (venerdì 20 luglio) in piazza Pina Piovani in occasione del Premio Fescennino d’oro.

Il vincitore di questa XIII edizione è stato Leo Gullotta che è entrato in piazza dal fondo della platea per poi salire sul palcoscenico dove lo attendeva il maestro Nicola Piovani. Leo Gullota ha esordito dicendo: «Sono felice di essere qui tra voi. Sono arrivato nel pomeriggio, ho fatto un giro in questo posto che non conoscevo. Ho visto gli anziani giocare a carte, ho camminato per queste vie e mi piace l’aria che si respira. Quest’ambiente, per certi aspetti, ricorda la Catania di quando ero ragazzo».

Infatti sul palco ha ripercorso la sua giovinezza nella Catania del dopoguerra, ha letto dei brani da Il Gattopardo, «splendido romanzo ambientato nella mia Sicilia. Si parla di cose molto attuali, e lo consiglio soprattutto ai giovani». Ha ricordato che anche noi eravamo migranti ricordando gli italiani morti nella miniera belga di Marcinelle nel 1956, sottolineando «Mi riferisco soprattutto ai giovani: ala memoria è importante. Anche noi siamo stati migranti, i nostri antenati, e soprattutto tanti siciliani, hanno lavorato all’estero, in posti come Marcinelle».

La serata di ieri, presentata da Norma Martelli, è iniziata all’insegna della solidarietà. Il sindaco Bèngasi Battisti, ideatore del premio Fescennino d’oro insieme al maestro Piovani, ha spiegato quali sono le finalità benefiche a cui il premio Fescennino d’oro è da sempre legato, e che porta avanti in collaborazione con Arnies MariaChiara Segato Associazione Onlus di Corchiano.

La presidente Geltrude Profili ha spiegato che «il ricavato andrà ai bambini di strada della Maison de la vie di Kinshasa, nella Repubblica democratica del Congo, secondo il protocollo d’intesa con l’Associazione Kakasu per il sostegno al centro di sanità nel quartiere di Manpasa di Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo». Inoltre la sezione Unitalsi di Corchiano, tramite le raccolte fondi realizzate durante l’anno, ha acquistato un defibrillatore per la cittadina.

Sul palco anche Andrea Parandini, presidente della consulta volontariato San Possidonio, per ringraziare e ricordare che occorre ricostruire un paese considerato non sismico, che purtroppo, invece, è crollato sotto le scosse e dove ci sono state molte vittime. I momenti artistici sono stati di grande rilievo: Claudia Campagnola, con Rose, episodio tratto da La città di plastica, che ha debuttato in prima nazionale al teatro di Carpi (MO), «Poche settimane prima del terremoto – ha ricordato Norma Martelli, che di quello spettacolo è stata la regista, ed ha aggiunto – Il mio pensiero è corso subito a quelle popolazioni che applaudivano in un teatro gremito e ora sono in una terra desolata, ma non sconfitta». Poi sul palco si sono alternate Angela Pagano, Donatella Pandimiglio, con le loro canzoni, Germano Mazzocchetti e Nicola Piovani, che hanno suonato per tutta le serata, e Luca De Filippo con le sue poesie.

Artisti di grande rilievo che hanno regalato al pubblico una serata ricca di emozione e suggestione. Poi è arrivato Leo Gullota, talmente entusiasta del premio e di questa esperienza che ha detto: «Voglio tornare: in questo posto sento un’anima che pulsa».

Ha scherzato con il pubblico e i fotografi. Alla fine tutti sul palco a cantare Quanto t’ho amato con le magliette dell’Emilia. Tra il pubblico la dottoressa Antonella Scolamiero, prefetto di Viterbo, il giudice Gianfranco Donadio, procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia, il giudice Vittorio Santoro della Procura di Salerno, il giudice Franca Marinelli, gip del Tribunale di Viterbo, il giornalista Rai Fidel Mbanga Bauna,e Arnaldo Sassi del Messaggero.

 




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