ANNO 8 n° 228
''250 posti a rischio
dal primo giugno''
Il nuovo bando Ares 118 fa discutere. La Lega: ''Pronti ad occupare l'aula''
21/04/2018 - 14:32

VITERBO - (a.v.)  ''250 posti di lavoro a rischio dal 1 giugno, siamo pronti ad occupare l'aula in Regione''. Il nuovo bando Ares 118 per 17 postazioni del servizio di emergenza-urgenza, riservato però alle sole onlus, fa discutere. La preoccupazione è che il personale professionistico che opera sulle ambulanze venga sostituito da un esercito di volontari lasciando per strada centinaia di lavoratori con le loro famiglie. Questa mattina, l'incontro pubblico tra il rappresentante dei lavoratori 118 Rti, Cosimo Boccia, il senatore Umberto Fusco e il capogruppo della Lega in Regione Angelo Tribodi. Il partito di Salvini ha preso a cuore la causa degli operatori sanitari e vuole vederci chiaro sul nuovo bando. Tanti i lavoratori in divisa presenti.

''Tutto il movimento è vicino a voi – dice il senatore Fusco – Il problema bisogna risolverlo in vari modi, innanzitutto con la massima tranquillità. Il capogruppo Tribodi si è attivato nel giro di poche ore, alzandosi in piedi in consiglio regionale e mettendo in risalto la vostra problematica. Io mi sono reso disponibile a portare la questione nei due rami del Parlamento. La cosa però è complessa e bisogna entrare dentro la problematica. Ho sentito gli organi che gestiscono l'Ares e ho avuto un riscontro positivo. Vogliamo chiarezza sul bando e difenderemo voi e il vostro lavoro: le regole del gioco vanno rispettate perché non si possono mandare in mezzo alla strada delle famiglie''.

''Sono giorni che sentiamo sempre le stesse cose – afferma il rappresentante dei lavoratori Cosimo Boccia –, dal 30 marzo quello che è cambiato è stato solo il nostro stato d'animo che è peggiorato sempre di più. 'Si deve vedere, dobbiamo accertarci, non abbiamo le facoltà...'. Le istituzioni non hanno la facoltà di garantire il lavoro a 250 famiglie? Famiglie che hanno paura di ritornare in quel buio che non dà sicurezze e non dà certezze. Non chiediamo posti statali ma il rispetto dell'articolo 1 della Costituzione. Noi andremo avanti – prosegue –, anche dopo il 1 giugno: non abbiamo nulla da perdere. Oggi si è aggiunta una delegazione di 100 infermieri di Roma e Frosinone, siamo sempre di più. Ci sono decreti regionali che obbligano gli operatori volontari a seguire corsi da non meno di 250 ore e ad essere seguiti ed esaminati da direttori centrali e della Regione. E nel Lazio? Li prendiamo dalle pompe di benzina, dal macellaio... Oltre ad essere una battaglia per il nostro lavoro questa è anche una battaglia per il sociale''.

Una battaglia a cui è pronto il consigliere Angelo Tribodi, capogruppo della Lega in Regione.  ''Questi atti andranno in procura e alla guardia di finanza perché noi siamo per l'onestà e le tasse devono essere pagate da tutti, come le pagate voi e i vostri datori di lavoro. Non è possibile che si voglia scavalcare tutto un iter per risparmiare e in realtà si vuole solamente agevolare qualcuno perché molto più amico di altri... Un ragazzo, con il semplice rimborso spese, come può stare attento al lavoro che fa? Queste persone da dove vengono, chi sono, cosa fanno e che esperienza hanno? Il deliberato mostra tante lacune e cose che non mi convincono e dopo il primo giugno le spiattellerò a Zingaretti e all'assessore alla Sanità. Dobbiamo fare una protesta – aggiunge – che deve essere continua, Zingaretti e la sua giunta non possono passarla liscia e giocare sulla pelle della gente. Dovete venire in Regione Lazio ad occupare l'aula: io sono pronto a farlo se non vi ridaranno la dignità e la sicurezza''.

Presenti anche il coordinatore comunale Enrico Contardo e il sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci. ''Ho già ricevuto – dice quest'ultimo – dei miei concittadini che stanno vivendo lo stesso dramma che state vivendo voi. Ho già dato la mia disponibilità a sottoscrivere e firmare un documento come sindaco. La prima cosa per quanto riguarda la salute è la professionalità: smantellare una cosa che funziona e ha dato delle risposte sul territorio per crearne un'altra che è un'incognita credo sia un grosso errore. Bisogna sospendere il bando per approfondire meglio il problema ed emettere un provvedimento che garantisca la continuità occupazionale''.







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