ANNO 10 n° 48
Lettera 22
''Volere è potere''
di Pina Palozzi
14/02/2020 - 06:58

a cura di Giuseppina Palozzi psicologa e psicoterapeuta

''Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso'',

recita così la didascalia di un giovane Nelson Mandela color seppia con i guantoni che coprono le mani.

Raffigurato così, senza un avversario, ma con lo spirito di chi lotta ardentemente per qualcosa.

Pur solo, nella propria prigione.

Due anni fa questo foglio word sembrava (un salto nel) vuoto.

Ed invece era un sacco di cose.

Era scommessa, paura, libertà.

Era il film coreano all’Academy, di sola autentica passione dentro,

e non in cerca di sceneggiati pur di emergere ed accaparrarsi un trofeo.

Segui il “Più è personale, più è creativo” di Scorsese e ti ritrovi a ringraziarlo dal palco nel tuo smoking nero.

Non è forse questo, amore?

Voglio dire, un Oscar, un piccolo cucciolo di uomo con le guance come arance, un ideale, la propria professione, regalare un sorriso giocando, trovare due occhi che non mollano la presa e che ti avvolgono dentro.

Tutto parla di cura. E di tempo.

Quello con cui noi lo sogniamo il nostro desiderio, lo proviamo in tanti piccoli dettagli, per far si che poi invece (e per fortuna!) sia davvero meravigliosamente inaspettato.

Quanto ci ho giocato con quelle Barbie!

Così tanto che da sola forse potrei superarne i 61 anni della sua esistenza nel mondo.

Immaginavo storie, inscenavo desideri.

Era come permettere che srotolassero fuori dalla mia testa, dal cuore.

Ma, come quella bambola, era solo un prototipo in plastica, perché la bellezza stava proprio nelle ore che passavo a giocarci insieme alla mia migliore amica.

Stavo costruendo, stavo vivendo ciò che giocavo.

L’ideologia ubuntu efferma “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”.

E allora chiediamoci cosa vogliamo essere e perseguiamolo.

Con l’Altro. Perché c’è sempre un Altro con cui essere.

Di qualsiasi amore parliamo.

Perché non sappiamo come sarà gonfia la strada e molto probabilmente sarà meravigliosamente diversa da come l’abbiamo pensata, ma la cura restituisce fiori per orchidee che sembravano non sbocciare più.

Fiori che non avresti mai immaginato neanche tu, così belli.

Make love your goal. (“The power of love”, Frankie Goes To Hollywood, 1984)




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