ANNO 9 n° 234
Lettera 22
''Rincoglionimento Globale''
a cura di Giuseppina Palozzi, psicologa e psicoterapeuta
09/08/2019 - 02:11

Lo chiamavamo Siberino perché gelava.

Scrivo al passato, perché la Siberia invece adesso brucia.

Mentre c’è chi infiamma le folle con dj set sulle spiagge italiane.

E, ahimè, no, non parlo di Jovanotti.

Poi, è chiaro, si resta sul bagnasciuga ‘ché di questi tempi più ti spingi a largo e più aumentano le probabilità di commettere reato.

100 frustate. La Sharia prevede 100 frustate in pubblico se ami prima delle nozze.

Negli anni ’60 c’era chi ti avrebbe punito pure se amavi il rock.

Sembra così lontano ciò che scrivo eppure così vero.

Penso alle due bombe sincrone e non mi riferisco allo splendido oro delle italiane nei tuffi,

ma al Giappone.

Tutti ricordiamo l’esplosione col fumo a funghetto che concludeva ogni puntata di Yattaman, ma nessuno di noi credo riesca a rendersi conto di quanto realmente accaduto.

Sotto quelle macerie c’erano civili, c’erano persone, vite che si intrecciavano e che parallelamente andavano…

…e d’improvviso ferme. Come l’orologio della stazione di Bologna.

Arriva così l’irreparabile, senza avvisare e quando meno te l’aspetti.

Non sempre però.

Certe volte succede che, te ne accorgi solo dopo, prepari il tuo “fottìo di barche” pronte a salvarti, pronte a non rispettare i muri.

Come? Educando a non rispettare la legge?

No. Educando al pensiero. Al fare e farsi domande.

Al coraggio.

Il coraggio di pensare “si, invece, che può succedere anche a me”.

E non si tratta di relativismo, si tratta di uscire dagli slogan, dai postulati ignoranti e fasulli diffusi per sollevare odio, dalla percezione di distanza di quanto scelto e toccare Terra.

La Terra: quel posto in cui i ghiacciai si sciolgono e noi lo troviamo instagrammabile.

Appropriati come una McDonald alle Terme di Caracalla.

Ma d’altronde, senza tante pretese, si fanno così i pirati: levando l’àncora su frequenze conosciute ma raggiungendo cuori e cervelli che ascoltano.

E che sono disposti a muoversi in queste acque minacciose e, come in quel film, di Richard Curtis, gridare:

Rock ‘n’ roll!!!”.






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