ANNO 9 n° 263
Lettera 22
''prova a spegne e riaccende''
di Giuseppina Palozzi
17/05/2019 - 01:28

a cura di Giuseppina Palozzi, psicologa e psicoterapeuta

“I crash sono una delle caratteristiche dell’instabilità dei sistemi.”

Wikipedia parla di macchine.

A me vengono in mente le persone.

Non è forse così che anche dentro di noi ci ammatassiamo?

Sovraccarichi, ci blocchiamo.

Un dòmino che sparpaglia emozioni e crea confusione.

Ci spaventiamo di fronte alla coesistenza di cose diverse e spesso finiamo per sentire e pensare a compartimenti stagni.

Ma ci chiediamo mai da cosa scappiamo?

Siamo minacciati e così costantemente sotto fuoco incrociato da notizie, false notizie, nemici e falsi amici che spesso abbiamo bisogno di fermarci.

Spegnere, ad uno ad uno, tutte le “isole” che abbiamo dentro per cercare di ritrovare tutti quei colori che solo insieme permettono di emozionarsi.

I colori di un arcobaleno simbolo dell’accoglienza dell’Altro e della comprensione della diversità intesa come risorsa si, ma non solo.

Era soltanto il 1990, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci ha detto che essere gay non è una malattia mentale.

Praticamente, solo l’altro ieri ci siamo accorti che possono esistere gusti diversi.

È stato più semplice riconoscere altri Cornetti, oltre quello ideato da Spica 60 anni fa nella propria gelateria di Napoli.

Viviamo in un momento storico che potrebbe permetterci la condivisione di tempi e spazi e facilitare la vita insieme creando infinite possibilità e, invece, assistiamo ancora ad omicidi di giornaliste che si battono per il divorzio.

I semplici diritti.

Che di solito riguardano la libera scelta.

Mi viene in mente la rigida, fredda, staticità di quella signora di ferro che in 130 anni è rimasta immobile.

Attraversata da vite, da storie, ma mai trasformata.

Ma fortunatamente, siamo umani e siamo instabili anche noi.

Allora proprio quei programmi inspiegabilmente chiusi in anticipo o quei contatori staccati fanno riaccendere le luci.

A dispetto di ogni insensata separazione stagna, derivante solo dalla paura di convivere con ciò che non ci appartiene e quindi non conosciamo.

Ci permettono un altro tipo di pensiero: quello libero, quello vitale.

E sa di occhietti azzurri che si aprono di nuovo.






Facebook Twitter Rss