ANNO 9 n° 349
Lettera 22
“buona pesca!”
di Pina Palozzi
29/11/2019 - 03:27

a cura di Giuseppina Palozzi, psicologa e psicoterapeuta

Lo chiamano venerdì nero.

Il colore dei guadagni sui libri contabili.

Il giorno successivo al Ringraziamento.

Una celebrazione del raccolto e di quanto ricevuto durante l’anno che si tramuta in scontrini e spedizioni online.

Una conseguenza scontata, sembrerebbe.

Come se la gratitudine portasse automaticamente a dare, a spender(si).

O magari il retropensiero è molto più superficiale: l’abbondanza inganna e nasconde la divisione dei pesci.

Succede a tutti.

Confondere apparenza e realtà.

Come il nero che riprende invece il colore dello smog del traffico imbottigliato nel black Friday.

O il nero che risalta dalla radiografia di una costola rotta di un corpo che magari, ad un occhio poco attento, non ha niente di frantumato.

Il celebre tailleur rosa di Jakie Kennedy, per volere della famiglia, resterà nascosto almeno fino al 2103.

Resteranno nascoste le macchie di sangue.

Rosse.

Come le scarpe in tutte le piazze, come il naso di un’artista di strada in mezzo alla protesta.

Esiste una sequenza matematica che racconta e riflette la natura: ogni numero è il risultato della somma dei precedenti.

Mi chiedo allora, oggi che si cerca in ogni modo di oscurare le piazze e il pensiero, quale terremoto devastante stiamo ignorando che non ci abbia già devastato in passato?

L’hanno scoperta però. L’hanno scoperta la piccola molecola che potrebbe bloccare l’Alzheimer.

Che funziona un po’ come una canzone dei Queen, che pure se sono passati 28 anni, non te lo scordi mica Freddy Mercury.

O come il rosso sulle guance di un’emozione, che ti regala un ricordo così potente che non te lo scordi più quel venerdì.

E allora si, dovrebbe essere così anche per la nostra natura, quella umana.

Curare i passi con la consapevolezza che determineranno i successivi e pensare ad oggi contando da ieri.

Come la spirale di una conchiglia.




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