ANNO 9 n° 289
Fashion mood
Haute Couture: i sogni proibiti dell'alta moda
di Leonetta Gentili
08/07/2019 - 07:02

Il mondo magico e incantato dell’Haute Couture di Parigi si è rivelato ai nostri occhi in questi giorni e tutte le sfilate hanno portato in scena creazioni uniche e speciali.

Abbiamo ammirato grandi realizzazioni lungo le passerelle e look mozzafiato che hanno determinato l’alta moda Autunno Inverno 2019 2020 tra tessuti pregiati, idee creative e location sorprendenti.

Le collezioni presentate sono contraddistinte sempre di più da un valore artistico e artigianale unico. Il savoir faire e il patrimonio sartoriale caratterizzano questi abiti che divengono delle vere e proprie opere d’arte.

Il concetto dell’unione tra arte e moda è rafforzato dalla collaborazione tra l’artista Penny Slinger e Maria Grazi Chiuri in una performance di bellezza e femminismo.

L’Hotel Particulier, l’atelier parigino di Dior, ha ospitato un’installazione sulla ciclicità della vita e una connessione molto forte con il ruolo delle donne e la forza femminile.

Il Gran Palais invece si trasforma in una biblioteca con la collezione presentata da Chanel per rendere omaggio a Karl Lagerfeld e alla sua grande passione per i libri.

Tra un manuale e l’altro sfilano capi in paillettes, tweed e velluto. Immancabili i celebri tailleur declinati in colori vivaci e impreziositi con bottoni gioiello e colletti ricamati.

Giorgio Armani Privè ama il folk urbano di fine anni Ottanta con giacche kaftano multicolore e i pois su abiti e blazer. Non sono mancati colpi di scena come piume, cristalli, organza e tulle.

“World needs love” così Valentino ama raccontare la sua collezione. Questo il messaggio lanciato sui social dalla Maison capitolina a poche ore dall’inizio della sfilata.

Protagoniste indiscusse, sia del mondo social che della passerella, le sarte, rappresentanti e custodi della tradizione artigianale.

La collezione è esplosa in colori accesi, fiori, ricami, applicazioni e motivi animalier. Si sono fatti notare copricapi molto grandi e gioielli enormi poiché il messaggio principale lanciato dal direttore creativo è quello di promuovere e accentuare l’individualità e la stravaganza.

Fendi Couture va in scena a Roma e la sfilata si concentra su un numero preciso, il 54, gli anni della collaborazione con Karl Lagerfeld. La sfilata è stata presentata nel Tempio di Venere, sul Colle Palatino.

Con questa collezione Fendi vive in maniera molto intensa il legame con Roma, attraverso abiti che ricordano la magnificenza e le architetture simbolo della città Eterna. Motivi grafici di tagli e costruzioni, volumi ottocenteschi e strascichi sono gli elementi di questo connubio infinito.




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