ANNO 9 n° 346
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Viterbese, Camilli shock: ''Me ne vado''
Duro attacco del presidente ai suoi giocatori e al Comune

di Domenico Savino

VITERBO - ''In questa città non si può fare calcio, io e la mia famiglia a fine stagione andiamo via. Ad oggi ho speso 22600 euro per la manutenzione dello stadio Rocchi. Io non chiedo soldi o lottizzazioni, voglio fare calcio in modo serio e pulito, ma non mi è possibile. Allo stato attuale non c'è una convezione per l'utilizzo dello stadio. In queste condizioni io non ci sto''.

L'entrata è a gamba tesa: di quelle che fanno male. Serve a scuotere il mondo interno ed esterno alla Viterbese. Piero Camilli è deciso a non fare più calcio nella città capoluogo della Tuscia. A fine stagione vuole lasciare, ma vuole farlo a modo suo: vincendo il campionato. Perchè a lui piacciono le sfide sempre e vuole andare via da vincente. Lascerà, ma vuole prima compiere la missione ''perchè io sono viterbese e voglio bene alla squadra della città. Comunque lascerò senza debiti e con i conti in ordine''.

Non sono tanto le delusioni sportive a fargli maturare la decisione. Quanto l'immobilismo dell'amministrazione comunale che il Comandante non sente vicina. Al patron non è andato giù l'atteggiamento degli amministratori: ''In questi giorni ho provato a chiamare il sindaco, ma non mi ha risposto, perchè l'altro giorno non funzionava la caldaia e sono stato costretto ad aggiustarla a mie spese. Ho anche mandato un messaggio al consigliere delegato allo sport Insogna e non mi ha risposto neanche lui''.

Camilli scinde la faccenda sportiva da quella amministrativa. Parla prima dei rapporti con il Comune di Viterbo. Pomo della discordia lo stadio Rocchi, le condizioni del manto erboso, le difficoltà della squadra ad allenarsi in casa sua. La Viterbese è costretta ad emigrare sui campi della provincia: ''A Viterbo c'è il peggior manto erboso d'Italia. Fino ad ora ho speso 6000 euro per il giardiniere, 3500 euro per acquisto di materiale per la manutenzione del terreno, 4500 euro di spese per noleggio e trasporto rullo, 6000 euro per la pulizia dello stadio e 2600 euro per il gruppo elettrogeno. A fronte di tutto questo dall'altra parte non è stato fatto nulla''.

La Viterbese si allenerà al Rocchi, il Comandante è stanco che la sua squadra si debba spostare in continuazione: ''Ci alleneremo al Rocchi, quando si sfascerà andremo a Grotte di Castro. Abbiamo chiesto i secchioni per la spazzatura e non ci hanno dato neanche quelli''.

Poi le stilettate alla squadra: ''Ho bloccato i pagamenti. La Viterbese interessa solo a me, ai miei figli e ai tifosi. Da qui in avanti parlo solo io, basta con le chiacchiere, pensiamo solo al campo. Mancano dieci partite e saranno dieci battaglie. Abbiamo perso due gare da stupidi, ma ancora non è finita. Il Rieti era in crisi e ci ha sorpassato, ma abbiamo avuto anche tanta sfortuna: quando gli avversari giocano contro di noi fanno la gara della vita. Però bisogna cambiare registro: d'ora in poi chi sbaglia va a casa''.

Il Comadante è affranto per la situazione con il Comune: ''Per la Viterbese ho speso 300mila euro ed è penalizzante doversi spostare per gli allenamenti. Viterbo non ha strutture e questa è una cosa che non capisco. Io non ho chiesto nulla, io sono un imprenditore che si è fatto da solo e faccio calcio per passione. Però in queste condizioni è impossibile''. In fondo alla sala stampa ci sono i tifosi. A gran voce gli chiedono di restare, di non abbandonarli. Camilli ha lanciato il sasso, ora bisogna vedere chi raccoglierà la sfida.



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