ANNO 9 n° 237
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Viale Marconi, le piante entrano dentro i palazzi
Partono oggi i lavori per la nuova illuminazione. Ma il boulevard è in continuo declino

VITERBO - (S.L.) - Nuove luci a led per viale Marconi. Inizieranno oggi – e andranno avanti per una settimana – i lavori del Comune per migliorare l’illuminazione della strada tra piazza del Teatro e il Sacrario.

Basterà questo per sottrarre il boulevard dalle tenebre? Sicuramente l’intervento predisposto da Palazzo dei Priori darà i suoi benefici, tuttavia, come fanno notare alcuni commercianti della zona, quello delle luci rappresenta solo uno dei tanti problemi che gravano sull’antico boulevard, il cui declino nel tempo è stato lento ma inesorabilie. ''Sono cambiate numerose amministrazioni - dice chi lavora in zona - ma non abbiamo mai colto miglioramenti''.

Le piante. ''Quest’anno hanno eseguito le potature solo sugli alberi in fondo alla via, verso il Sacrario, e perché era in programma un evento – afferma il signore che ha l’ufficio sulla via -. Quassù invece niente. Ci hanno detto che non ci sono i soldi''. In effetti basta alzare gli occhi per vedere che le chiome degli alberi arrivano quasi dentro le finestre dei palazzi o che coprono interamente le insegne commerciali. A questo punto, visto che i lampioni si trovano proprio tra una pianta e l’altra, è certo che senza prima ''sfoltirle'' il problema dell’illuminazione sarà risolto?

A terra ci sono i piccoli giardini costruiti intorno agli alberi. Sono tutti secchi. L'erba è gialla o assente. Si salvano solo quelli che sono stati abbelliti dai commercianti con piantine e fiori. I giardini sono dotati di un sistema di irrigazione automatico, ma spesso gli impianti sono rotti o danneggiati. Oppure funzionano male: “Questo a volte lancia l’acqua fin davanti alla vetrina” dice sempre una negoziante, mentre indica un tubo che fuoriesce dalla terra.

''Che non sia una via per pochi intimi'', si auguravano quando fu aperto il boulevard i commercianti. Temevano che i divieti al traffico avrebbero fatto scappare la clientela. Non sapevano che da lì a poco tempo dal centro storico sarebbero fuggiti non solo i clienti, ma anche gli abitanti. Il traffico delle auto, tuttavia, in via Marconi non si è mai fermato. Non è un caso trovarci vetture ferme ai lati, in divieto di sosta. O di dover affrettarsi ad attraversare la strada perché le auto passano ad alta velocità e c’è il rischio di essere presi sotto.

Un capitolo a parte riguarda l’edificio della Banca d’Italia. Vuoto e desolato, qui è stato ribattezzato “la casa dei piccioni”. Il guano sotto i muri invade la strada. Infine, marciapiedi e panchine, i cui spigoli sono  spaccati qua e là a causa dell’urto con qualche macchina. Oppure imbrattati con scritte di ogni genere. Altro che boulevard.

L’amministrazione Arena riuscirà a recuperarlo?




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