ANNO 9 n° 345
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Un anno di emporio solidale
Spesa garantita per 81 famiglie bisognose, ma anche orientamento al lavoro. Dalle scuole 3 tonnellate di prodotti

VITERBO - (S. L.) - L’ultimo giorno in cui si è svolta la raccolta alimentare nelle scuole, tanti sono stati i prodotti donati dagli studenti (legumi in scatola, latte, pasta, prodotti per l’igiene della persona e della casa) che per trasportare l’intero carico dall’istituto Paolo Savi al punto vendita dell’emporio solidale, a Santa Barbara, sono serviti quattro mezzi. Ed era la colletta delle sole classi seconde.

“E’ incredibile, da quando questo progetto è partito, tra i ragazzi delle scuole con cui collaboriamo è scattata quasi una competizione a essere i più generosi”, esclama il presidente Domenico Arruzzolo, mentre nell’area adibita allo stoccaggio dei prodotti, ancora stupito da tanta solidarietà osserva ancora una volta incredulo quegli scatoloni stracolmi di merce. In pochi mesi dalle scuole sono arrivati qui tre tonnellate di beni. Oltre al ''Paolo Savi'' hanno aderito al progetto anche l’istituto Merlini, l’istituto comprensivo Canevari, l’istituto comprensivo dell’Ellera e l’''Orioli''. Un successo.

E’ questo uno dei risultati raggiunti dall’emporio solidale ''I care'', dove a maggio i volontari che lo gestiscono hanno festeggiato il primo anno di attività a fianco delle famiglie più bisognose della città. L’obiettivo era dare la possibilità di fare la spesa anche a chi non ha i soldi per farla, ma la presenza dell’emporio ha permesso anche di stimolare nei viterbesi, a partire dai più giovani, nuove forme di cittadinanza attiva.

I numeri parlano da soli. Oltre alle scuole, le raccolte alimentari presso i supermercati hanno superato le 5 tonnellate di merce, 563 chilogrammi invece la quantità di prodotti donati direttamente in sede dai privati. Tutto, come detto, prima di finire sugli scaffali, viene stoccato in un grande magazzino. I prodotti alimentari da una parte, l’oggettistica dall’altra: ci sono i giocattoli per i bambini delle famiglie assistite, usari come doni quando c'è da festeggiare un compleanno, e un’area per la scuola, con libri di testo usati e materiale nuovo (quaderni, penne, matite). Tutto è custodito con la massima cura. In un angolo, dentro sacche trasparenti, cappellini, ciabatte, sandali: è la merce sequestrata dagli agenti della polizia locale di Viterbo e Roma nel corso di operazioni contro il commercio abusivo. All’emporio questi oggetti vengono donati periodicamente. ''Li usiamo come premi in pesche di beneficenza, il cui ricavato viene riutilizzato per le esigenze dell'emporio stesso'', spiega sempre Arruzzolo.

Organizzato come un vero e proprio negozio, all’emporio il cliente fa la spesa con una tessera a punti. I prodotti infatti non hanno un prezzo. Non è una forma di assistenzialismo a vita, ci tiene a precisare Arruzzolo: ''L’accoglienza è aperta due volte l’anno, ad agosto e a febbraio. Le persone svolgono un colloquio con i nostri esperti, illustrano la loro situazione reddituale, lavorativa, familiare, abitativa. Tutti i dati sono elaborati da un algoritmo che alla fine ci dice chi ha diritto o meno alla tessera. E’ un sostegno transitorio, per superare un periodo di difficoltà e che può durare al massimo un anno''. Anche per questo è stato attivato, sempre all’interno dell’emporio, un servizio di orientamento al lavoro, dove una specialista aiuta le persone a compilare il proprio curriculum o a consultare banche dati. Uno sportello che orienta anche alla formazione professionale grazie alla collaborazione di alcune associazioni di categoria, come la Cna. Un altro esperto aiuta invece i tesserati a gestire eventuali pratiche burocratiche o il pagamento delle bollette.Operazioni all'apparenza semplici, ma non per chi è in difficoltà economica o da poco nel nostro Paese. Un servizio a tutto tondo, che si completa con l’assistenza fornita dal vicino studio medico sociale. Un progetto premiato dalla Regione con il bando per le comunità solidali.

L’emporio è anche una specie di osservatorio sociale sulla città, perché dà sostegno a 81 famiglie che provengono da tutto il mondo: attualmente quelle asssistite sono di 13 nazionalità diverse. Le famiglie italiane rappresentano la maggioranza: il 69 per cento dell’utenza, 211 persone in tutto. Poi troviamo in ordine sparso Afghanistan (11 unità), Brasile (3), Repubblica domenicana (2), Egitto (9), Marocco (9), Nigeria (9), Pakistan (4), Romania (21), Sri Lanka (4), Tunisia (12), Ucraina (1), Yemen (7). Nella suddivisione per quartieri di provenienza, quelli più rappresentati sono Santa Barbara, il Carmine, il Murialdo, la Palazzina, il Pilastro e il centro storico.

Tanti progetti, tanto da fare per i volontari. Nel breve periodo, l’obiettivo è quello di ampliare ancora di più la rete commerciale con cui l’emporio collabora.




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