ANNO 10 n° 58
Ucciso in carcere, tutta la famiglia Delfino pronta a costituirsi parte civile
Slitta la prima udienza a carico del 34enne Sing: non comprende l'italiano, servirà un traduttore dal panjabi

VITERBO – (b.b.) Omicidio in carcere di Giovanni Delfino, il figlio, i due nipoti, la sorella, il fratello e la moglie pronti a costituirsi parti civili. E lo faranno, contrariamente ad ogni aspettativa, all’udienza del prossimo 23 gennaio, dopo la falsa partenza di ieri del processo a carico di Sing Khajan, accusato di aver ucciso il 62enne a colpi di sgabello all’interno della loro cella comune nel penitenziario di Mammagialla, dopo un banale diverbio per un accendino.

Il 34enne, che di fronte alla Corte d’Assise di Viterbo deve rispondere di omicidio volontario, nonostante sia in Italia da poco meno di 10 anni, non comprenderebbe alla perfezione la lingua italiana e così avrebbe bisogno di un traduttore dal panjabi, un dialetto indiano. Da qui il rinvio dell’udienza di ieri. Tutto slittato a fine gennaio, per cercare qualcuno che sia in grado di tradurgli simultaneamente quanto accadrà in aula.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, nella notte tra il 29 e il 30 marzo, Sing avrebbe aggredito Delfino all’interno della loro cella comune, armato di uno sgabello. Lo avrebbe colpito ripetutamente fino a lasciarlo a terra, privo di sensi e ricoperto di sangue. Inutile per l'uomo il trasferimento in ospedale e il tentativo da parte dei medici di arrestare le emorragie con un disperato intervento di neurochirurgia: il 62enne è morto a causa delle gravissime lesioni al cranio e al viso.

Trasferito nel carcere romano di Rebibbia a seguito dell’aggressione e del presunto omicidio, Sing ieri era presente in aula, scortato dagli agenti della penitenziaria: jeans, maglione e scarpe da ginnastica, al fianco del suo difensore, l’avvocato Antonio Maria Carlevaro.

Si tornerà in aula a fine gennaio, per l'ammissione delle prove e per sentire i testi del pubblico ministero Franco Pacifici, poi a inizio febbraio, per quelli della difesa e forse arrivare già alla sentenza.

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