ANNO 9 n° 349
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Uccide il compagno di cella a sgabellate, l'omicida ha confessato
Il 34enne indiano aveva già aggredito un agente e un detenuto a Civitavecchia

di Antimo Verde

VITERBO - Uccide il compagno di cella colpendolo con uno sgabello, il detenuto indiano ha confessato l'omicidio. L'uomo, Singh K., 34 anni, è stato fermato e tratto in arresto dai carabinieri del nucleo operativo, coordinati dalla procura di Viterbo, subito dopo la feroce aggressione avvenuta venerdì notte nel carcere Mammagialla.

La vittima, Giovanni Delfino, un 62enne viterbese che stava scontando una condanna per minacce e resistenza a pubblico ufficiale, è deceduta all'ospedale Belcolle a causa delle gravissime lesioni al cranio e al viso. Inutile il tentativo dei medici di arrestare le emorragie con un disperato intervento di neurochirurgia. Su disposizione dell'autorità giudiziaria, nella giornata di domani verrà effettuata l'autopsia sulla salma per fare chiarezza sulle cause del decesso, anche se per gli inquirenti non sembrano esserci dubbi a riguardo: Singh K., assistito dal suo legale del foro di Civitavecchia, ha infatti confessato l'omicidio durante l'interrogatorio condotto dal pm Franco Pacifici e ha spiegato il motivo che ha scatenato la furiosa lite sfociata nel sangue: il furto di un accendino.

Il 34enne, affetto da disturbi psichiatrici, non è nuovo a comportamenti di efferata violenza. Il 14 febbraio era stato arrestato a Cerveteri per aver tentato di uccidere a coltellate un italiano di 70 anni con cui intratteneva una relazione sentimentale. Tradotto nel carcere di Civitavecchia, l'uomo aveva poi colpito un agente penitenziario e un compagno di cella, sempre con uno sgabello. Infine il trasferimento a Mammagialla e l'assassinio di venerdì notte. Sull'omicidio nel carcere viterbese è intervenuto Massimo Costantino, segretario regionale Fns Cisl: ''Occorre che detenuti del genere siano assegnati in luoghi esterni o ripensare ad riaprire gli opg - per la giusta applicazione dell'art.27 della Costituzione - poiché non possono condividere la stessa camera detentiva con soggetti non psichiatrici''. Domani l'udienza di convalida di fronte al gip.

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