ANNO 9 n° 324
Riviera degli Etruschi: il nodo del canone
I 250mila euro di fideussione chiesti dall'Università Agraria bloccano l'ipotesi di gestione temporanea del campeggio

di Monica Di Lecce

TARQUINIA – 250 mila euro. Il nodo per l’esercizio temporaneo del campeggio Riviera degli Etruschi è tutto lì: l’importo della fideiussione chiesta dall’Università agraria, proprietaria dell’area, a garanzia del pagamento del canone per la gestione fino al 31 ottobre 2019. Troppo alto per il curatore fallimentare che ha ''rigettato'' l’indicazione contenuta nella delibera del 18 aprile scorso. Pare che il canone chiesto al gestore precedente, la Maretour dichiarata fallita, si agirasse sui 150mila euro più Iva.

Una differenza notevole tra le due richieste d’affitto tanto che qualcuno, a voler pensare male, ipotizza che una richiesta di canone così alto per la gestione temporanea sottintenda una volontà dell’Agraria a non andare avanti con il campeggio.

Il curatore fallimentare, dal canto suo, rigettando la delibera ha invitato l’Università a riformulare la richiesta ma a tutt’oggi non c’è traccia di una nuova deliberazione. E comunque, pur a voler essere ottimisti, considerando i tempi che richiedono le procedure, è praticamente impossibile che il campeggio possa aprire per giugno.

Nel frattempo i campeggiatori ''storici'' stanno ultimando gli atti di rivendica dei beni. I più pessimisti temono che, una volta completato l’iter, il curatore possa invitarli a riprendere gli oggetti di loro proprietà liberando completamente l’area. Sarebbe scrivere la parola ''fine'' sulla vicenda, sul campeggio, una pietra tombale su una vita di ricordi. Una cosa è certa: i campeggiatori lotteranno fino all’ultimo per trovare una soluzione.

''Chiederemo un incontro all’Agraria – dicono alcuni di loro – per proporre di consentirci di lasciare i nostri beni lì se l’Università continuerà l’attività del campeggio''. Appunto: se. Al momento le reali intenzioni dell’Università sembrano molto poco chiare.

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