ANNO 9 n° 235
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Riviera degli Etruschi: i campeggiatori sperano nell'esercizio provvisorio
Il legale della Maretour, dichiarata fallita, oggi incontrerà il curatore fallimentare

Monica Di Lecce

TARQUINIA – Un colpo al cuore. E’ proprio il caso di dirlo. La notizia del fallimento della Maretour, la società che gestisce il campeggio Riviera degli Etruschi ha avuto un effetto devastante sulle centinaia di campeggiatori che da anni considerano questo posto un po’ una seconda casa. La sentenza del tribunale, se non proprio una pietra tombale, mette un bel macigno sull’avvio della stagione ormai alle porte.

C’è chi è ''nato'' qui, chi da vent’anni frequenta la struttura e ora si sente impotente, come se un terremoto avesse distrutto la sua seconda casa. Per capire gli affetti e gli interessi che ruotano intorno a questo luogo basti pensare che in poche ore, non appena è iniziata a circolare la notizia del fallimento della società, si è creata una chat su whatsapp che conta 140 contatti. A parlare a nome di tutti è Luca Carioni. ''Questo non è un semplice luogo di vacanza – dice – per molti di noi è una seconda casa. Vorremmo che almeno per quest’anno la struttura aprisse. La chiusura quest'anno significherebbe la sua condanna a morte definitiva''.

Una proposta che i campeggiatori torneranno ad avanzare anche al curatore fallimentare con cui hanno avuto un primo contatto e che dovrebbero incontrare dopo la metà del mese. Ma la proposta si incontra anche con quella del legale della Maretour, Norberto Ventolini: ''Domani (ndr oggi per chi legge) abbiamo un incontro con il curatore fallimentare. Chiederemo che si attivi presso il giudice  delegato affinché autorizzi l’esercizio provvisorio''. Nella struttura è tutto pronto per l’avvio della stagione: sono state eseguite le opere necessarie all’apertura, sono stati firmati i contratti con i dipendenti, sono stati versati complessivamente circa 100mila euro a titolo d’acconto da parte di alcuni campeggiatori. Gli introiti di questa stagione potrebbero andare a sanare la situazione debitoria.

Sul fronte legale la srl presenterà ricorso sia contro la mancata ammissione al concordato preventivo sia contro la dichiarazione di fallimento. Un fallimento che sarebbe stato dichiarato sulla base di crediti che non sarebbero poi così accertati. Infatti sono ancora pendenti delle cause tra l’Università agraria e la Maretour su partite di dare e avere. Per la stessa dichiarazione di fallimento del tribunale di Civitavecchia, secondo quanto si legge dalle motivazioni, sarebbe stato determinante  ''il progressivo ingigantirsi del passivo'' della Maretour ''che risulta quasi raddoppiato tra il 31.12.2017 e il 31.10.2018 passando da 1,4 milioni a 2,5 milioni''. Ma andando a leggere i bilanci della srl depositati in Camera di Commercio si vede che il passivo al 31.12.2017 era di 2.251.175,13 euro, e al 31.10.2018 di 2.473.956,12 euro con una differenza di circa 222mila euro. La partita non è chiusa, quanto meno sul fronte giudiziario. Su quello della stagione dei campeggiatori, invece, si spera.

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