ANNO 9 n° 345
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''Pesticidi, nella Tuscia un mercato nero
di sostanze proibite''
L'allarme di Bengasi Battisti. Ne è sicuro anche Crucianelli (Biodistretto): ''Esiste sotto varie forme''

di Simone Lupino

ACQUAPENDENTE - Quando si parla di pesticidi in agricoltura si crede che il problema sia l’abuso di sostanze chimiche nei campi o un uso improprio delle stesse, per esempio attraverso la mancata apposizione dei cartelli che avvisano dei trattamenti in corso. Ma, nel bene o nel male, si pensa comunque a prodotti autorizzati, legali. Invece, su questo fronte, c’è un altro allarme che riguarderebbe ora la Tuscia: la presenza di un mercato nero di sostanze proibite.

A mettere tutti in guardia è Bengasi Battisti. Medico, consigliere comunale a Corchiano, membro del direttivo dell’Associazione Comuni Virtuosi, Battisti è intervenuto ieri mattina a un convegno organizzato ad Acquapendente da Ripa, la Rete interregionale per la protezione dell’ambiente. Tema dell’incontro: le problematiche ambientali e sanitarie nella coltivazione intensiva di noccioleti nel lago di Bolsena e sull’Altopiano dell’Alfina.

Dopo aver ricordato l’esperienza vissuta a Corchiano, quando, sindaco, si fece promotore del protocollo per una ''Agricoltura consapevole'', Battisti ha detto: ''Rispetto ad allora esiste oggi un Pan (il Piano di azione nazionale che disciplina l’uso dei prodotti fitosanitari, di cui si attendono a breve le nuove linee guida, ndr). Ma attenzione – ha aggiunto -, perché esiste anche un mercato nero estremamente florido di sostanze proibite. Un mercato che, purtroppo, ho la sensazione sia tollerato. Come se sull’argomento sia in corso una sorta di normalizzazione''.

Di sicuro non da parte forze dell'ordine. In particolare dagli uomini del Nas, che a fine marzo hanno scoperto in una località dei Monti Cimini un deposito per la vendita di prodotti fitosanitari, in assenza della prescritta autorizzazione. 

La denuncia di Battisti è stata condivisa da Famiano Crucianelli, presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre, anche lui tra i relatori del convegno di Acquapendente: ''Questa storia del mercato nero - ha spiegato - emerse un po’ di tempo fa quando dentro un paio di capannoni furono trovati prodotti che avevano appunto una natura illegale. La notizia è stata qualche giorno sui giornali, poi è scomparsa, non se ne è saputo più niente. Noi sappiano invece che si tratta di un fenomeno che si manifesta anche sotto altre forme, non solo perché qualcuno imbosca nei capannoni sostanze che non devono essere messe in circolazione''.

Numerosi gli spunti offerti dall'incontro sulla monocoltura delle nocciole. Per il Comune di Acquapendente ha parlato l’assessore Sandra Pifferi, che ha annunciato l’intenzione dell’amministrazione Ghinassi di stilare un regolamento che circoscriva l’uso dei fitofarmaci, in accordo con le associazioni di categoria. L’assessore Rita Chiatti (Montefiascone) ha parlato invece dell’ordinanza con la quale il sindaco Paolini ha messo al bando nel proprio territorio il glifosate e fissato paletti molto rigidi per l'utilizzo dei pesticidi. Da segnalare, inoltre, gli interventi di Piero Bruni, presidente dell’associazione Lago di Bolsena, che ha parlato del bacino idrogeologico del lago di Bolsena e dell’altopiano dell’Alfina, di Gabriele Antoniella del Comitato 4 Strade, di Daniela Sciarra, responsabile filiere di Legambiente, di Marco Lauteri, ricercatore Cnr-Iret Porano, e infine di Ugo Corrieri, coordinatore Italia centrale di Isde.




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