ANNO 9 n° 317
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Morte di Maria Sestina Arcuri, nuovi elementi per risolvere il giallo
Il pubblico ministero Pacifici nella casa insieme ai Ris e ai periti della Procura

RONCIGLIONE – Si sono protratti per ore i nuovi accertamenti dei ris nella casa di Ronciglione dove sarebbe caduta dalle scale Maria Sestina Arcuri morta due giorni dopo all’ospedale di Belcolle. Insieme ai carabinieri della scientifica, al comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Viterbo Marcello Egidio e al maggiore Alfredo Tammelleo della compagnia di Ronciglione, c’erano tre consulenti della Procura e il pubblico ministero Franco Pacifici che ha iscritto nel registro degli indagati il fidanzato della giovane, Andrea Landolfi Cudia, con l’accusa di omicidio volontario.

In via Papirio Serangeli 7 ieri mattina c’era anche l’avvocato del ragazzo, Luca Cococcia che si è stretto nel massimo riserbo, così come gli inquirenti. Gli ulteriori accertamenti che, pare si siano limitati anche questa volta solo all’abitazione e non all’auto dei due giovani, sarebbero stati richiesti dal pm. I ris avrebbero cercato dei riscontri a quanto dichiarato dal ragazzo.

Andrea Landolfi Cudia ha sempre sostenuto la versione della caduta accidentale in cui è rimasto coinvolto anche lui. Ma qualcosa nel racconto del ragazzo non convincerebbe del tutto. Si parla anche di ferite di Maria Sestina Arcuri che non sarebbero compatibili con la caduta dalle scale. Un punto sul quale l’avvocato Cococcia ha detto: ''Non posso rispondere'', ribadendo che il suo assistito si trova ancora ''in condizioni di affanno psicologico''.



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